Lavoro. Un declino inarrestabile? (i “favolosi risultati” del capitalismo trionfante)

di Giorgio Langella, Direzione Nazionale PCI

Da metà 2008 a oggi si sono susseguiti, nel nostro paese, governi di centrodestra, tecnici, di grandi intese, a maggioranza PD. Quelli che si sono succeduti in questi anni sono comunque governi che hanno fatto gli interessi de capitale e che hanno messo in pratica quanto veniva loro “suggerito” dalla UE e dai grandi potentati economico-finanziari nazionali e globali.

La corruzione dilaga a qualsiasi livello. Talmente tanto che è diventata qualcosa di normale e ovvio. Gli scandali delle banche hanno evidenziato l’assoluta mancanza di regole e controlli che garantiscano i cittadini. Le privatizzazioni dei servizi, dei beni collettivi e dei settori produttivi strategici hanno aumentato la crisi. La cancellazione del finanziamento pubblico dei partiti e la sua sostituzione con le “elargizioni volontarie” ha portato a una progressiva privatizzazione della politica, al suo controllo da parte di chi detiene la ricchezza del paese e la trasformazione di fatto dei partiti in comitati d’affari. L’esistenza di intermediari e di fondazioni create allo scopo di ottenere finanziamenti privati ha aumentato il tasso di corruzione a livelli intollerabili. L’attuale indagine sulla Consip evidenzia questo stato di fatto.

L’assenza dei comunisti e di una seria (e severa) opposizione in Parlamento ha contribuito a questo degrado politico e morale nel quale sta annegando il paese. La volontà di cancellare dalle istituzioni qualsiasi voce contraria al sistema capitalista, ha ottenuto il risultato di un adeguamento al pensiero unico trionfante con una divisione di ruoli (direzione effettiva del paese e scelte strategiche da parte di chi detiene il potere economico e finanziario, amministrazione utile a “lorsignori” assegnata alle forze politiche presenti nelle istituzioni) che ha lasciato inalterati rapporti di forza ed ha aumentato le condizioni di sudditanza esistenti. Così le politiche sul lavoro si sono rivolte esclusivamente e in maniera crescente agli interessi delle imprese e ai profitti individuali di capitalisti e padroni della finanza. Il risultato raggiunto è, a dir poco, drammatico. I dati e la realtà (che, chi vive del proprio lavoro è costretto a subire ogni giorno), anche se vengono raccontati in maniera edulcorata da una informazione compiacente, sono lo specchio di un fallimento totale. Oggi, su molti giornali, si possono leggere articoli che riportano la notizia di un aumento dell’occupazione. Dato incontrovertibile, dicono. Ma è proprio così?

I dati su occupazione e disoccupazione, diffusi recentemente dall’ISTAT sono riportati in tabella.

  Gennaio 2009 Gennaio 2016 Gennaio 2017
Forza lavoro 24.620.779 25.590.358 25.953.658
Occupati 22.841.768 22.619.839 22.856.950
Disoccupati 1.779.011 2.970.519 3.096.708
Inattivi 14.606.038 13.861.934 13.400.718

E questa è la loro suddivisione in fasce d’età.

Fasce d’età   Gennaio 2009 Gennaio 2016 Gennaio 2017
15 – 24 Occupati 1.336.046 944.133 970.771
Disoccupati 413.840 597.192 592.530
25 – 34 Occupati 5.332.558 4.097.390 4.071.532
Disoccupati 553.658 853.692 894.477
35 – 49 Occupati 10.542.505 9.988.817 9.857.271
Disoccupati 600.246 1.006.806 1.077.422
50 e oltre Occupati 5.630.659 7.589.498 7.956.376
Disoccupati 211.266 512.829 532.279

Si leggano questi pochi dati e li si confronti con quelli diffusi recentemente da Oxfam che rivelano come, anche nel nostro paese, la crisi venga pagata dalle fasce più deboli, dall’assenza di lavoro e da una povertà crescente mentre i profitti non vengono intaccati. In Italia i 7 miliardari più ricchi, secondo la classifica Forbes, possiedono una ricchezza pari a quella del 30% dei concittadini più poveri. Nel 2016, l’1% degli italiani più facoltosi possiede poco meno di 2.500 miliardi di dollari pari al 25% della ricchezza nazionale netta (che si è assestata a 9.973 miliardi di dollari). In un anno hanno visto accrescere la loro ricchezza di circa 200 miliardi di dollari. Il 20% più ricco possiede più del 69% della ricchezza totale. Una cifra pari a circa 6.900 miliardi di dollari.

I dati sono là a raccontarci quello che è vermente successo e quello che sta succedendo. Questi dati di progressivo aumento della disuguaglianza sono il riassunto di cosa sia realmente il capitalismo. Un sistema che fa della ricchezza di pochi e della povertà di molti, della mancanza di solidarietà e dello sfruttamento, della trasformazione in merce del lavoro e della vita stessa, la propria religione.

Il capitalismo è un sistema spaventoso che sarebbe igienico abbattere.