I padroni: riflessione a caldo sull’intervista a Briatore.

di Giorgio Langella, Direzione Nazionale PCI

 

I padroni.

Penso sia istruttivo leggere l’intervista de “Il Fatto Quotidiano” di oggi a Briatore.

Briatore non è un “idiota” (più o meno utile). Quello che afferma è uno spaccato di cosa pensano realmente i padroni, di quali siano i loro riferimenti, le loro aspirazioni, la loro arroganza. Di chi siano: brutta gente.

Una cosa, però, è da rimarcare: perché la “grande informazione” dà tanta voce a uno come Briatore? E perché, invece, non dà alcuna voce a chi lavora e a chi lotta per poter lavorare?

Questo è indice di una società reazionaria, malata. Una società dove la schiavitù e la prevaricazione vengono assunte come “modernità”. Una società devastata dall’apparire e dalla sudditanza verso il ricco (quello che ha il cuore a forma di salvadanaio – come recitava De André nell’ultimo brano di “Tutti morimmo a stento” del ’68).

Solo i ricchi hanno futuro. I poveri, quelli che sopravvivono lavorando, quelli che hanno ancora un barlume di coscienza e solidarietà di classe, quelli che tentano ancora di lottare non possono far parte dell’Italia spa.

Saranno tutti licenziati.