Sulla vertenza Honeywell di Atessa

di Antonio Macera, direzione nazionale PCI, Segretario Regionale Abruzzo

 

Il Comitato Regionale abruzzese del Partito comunista italiano esprime vicinanza e solidarietà ai lavoratori Honeywell di Atessa ed alla Fiom Cgil provinciale di Chieti impegnata in una difficilissima vertenza per salvare lo stabilimento minacciato di chiusura ed il lavoro di circa 420 operai.

Nello specifico, Honeywell è un colosso statunitense che ha il suo Quartier generale in New Jersey, è presente in 70 nazioni con circa 1.250 siti, ed impiega  129 mila lavoratori di cui 23 mila tra scienziati ed ingegneri. L’attività di questo monopolio assume una connotazione multinazionale e si estende in innumerevoli settori, dalla finanza al chimico, dalla componentistica aerospaziale a quella automobilistica, dai servizi ai trasporti fino agli idrocarburi. La Compagnia infatti, da come dichiara essa stessa sul suo sito, ha realizzato nel corso degli anni circa 80 acquisizioni e diversificati investimenti in 60 settori, ottenendo grandi performances finanziarie per un complessivo ritorno degli utili del 400 per cento.

E’ la Compagnia stessa dunque a svelarci le motivazioni che stanno dietro le minacce di chiusura dello stabilimento chietino: esse vanno innanzitutto ricercate nell’incontrollato potere assoluto di formazioni monopolistiche che passando da continue concentrazioni ed accentramenti finaziari ed industriali, assumono connotazioni di veri e propri imperi economici, che decidono cosa come quanto investire e produrre, che piegano politica e istituzioni in funzione totale del proprio profitto, a discapito dell’interesse generale.

Honeywell Atessa si è già pesantemente ristrutturata nel corso degli anni, a spese della base produttiva, e mentre gli utili si triplicano, gli operai vengono mandati a casa. Che poi si decida di aprire in Slovacchia e chiudere la fabbrica italiana piuttosto che quella francese, questo dipende dalle strategie commerciali di una multinazionale che organizza la sua presenza in Europa in base ad una grande filiera, considerando i lavoratori come una semplice variabile all’interno di una falsa logica che prevede il primato dell’impresa sull’uomo. Nel manifestare piena solidarietà ai lavoratori ed al suo sindacato, la Fiom-Cgil chietina, chiedo l’immediato coinvolgimento di tutte le autorità istituzionali al fine di salvare questo fondamentale polo produttivo e l’attuale livello occupazionale. A livello generale la riflessione che si impone è che senza una critica di classe la più ampia e convergente possibile, senza l’azione unitaria della classe operaia a livello europeo, senza un pacchetto di misure restrittive antimonopoliste che ridisegnino gli attuali rapporti sociali e di produzione, fenomeni come quello di Atessa sono purtroppo destinati ad intensificarsi.

Pescara, 14 luglio 2017