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ENNESIMO TENTATIVO DI “GOLPE” IN VENEZUELA

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IL PCI A FIANCO DEL COMPAGNO MADURO E DELLA RIVOLUZIONE “CHAVISTA”

di Fosco Giannini, Responsabile Dipartimento Esteri PCI

 

 IL PCI, in queste ore così difficili per il popolo venezuelano e per la Rivoluzione, si schiera apertamente e totalmente a fianco del legittimo Presidente Maduro e della Rivoluzione “chavista” venezuelana. Alle cento forme e pratiche “golpiste”, reazionarie e filo imperialiste che dai primi tempi della Rivoluzione si sono materializzate in Venezuela, si è aggiunta ieri, 23 gennaio, la farsesca azione del capo dell’Assemblea Nazionale ( sostenuta politicamente ed economicamente dagli USA e da essi eterodiretta) Juan Guaidò, che in Plaza Venezuela, giurando sulla Costituzione, si è autoproclamato presidente del Venezuela. L’azione golpista, concordata con Washington, ha immediatamente avuto l’enfatico sostegno di Trump, che ha riconosciuto Juan Guaidò quale nuovo presidente del Venezuela. Gli USA hanno immediatamente minacciato di “agire in ogni modo” qualora il governo venezuelano intervenisse a difesa della Rivoluzione, a difesa del Presidente Maduro e contro il proseguimento delle azioni golpiste dell’Assemblea Nazionale e di Juan Guaidò. A fianco dell’ennesimo tentativo golpista venezuelano, e  a fianco di Trump, si è rapidamente schierato il nuovo leader dell’estrema destra filo imperialista latino americana, il nuovo presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Immediato, ed inquietante nella sua subordinazione a Washington e alle forze golpiste venezuelane, è giunto il sostegno dell’Unione europea a Juan Guaidò: Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per la politica estera dell’Ue ed esponente, in Italia, del PD, ha subito dichiarato il pieno sostegno dell’Ue all’Assemblea Nazionale; Donald Tusk, il Presidente del Consiglio dell’Ue, ha lanciato, a tambur battente, un appello a tutti gli Stati membri dell’Ue nell’obiettivo che essi riconoscano subito Juan Guaidò quale nuovo presidente del Venezuela; Antonio Tajani, presidente del Parlamento dell’Ue, ha affermato che “non avendo più Maduro la legittimità democratica per governare, si devono rispettare le manifestazioni di libertà del popolo venezuelano”. Di fronte alla costituzione di questo fronte reazionario unico che va da Juan Guaidò alle forze capitaliste e golpiste venezuelane, dagli USA all’Ue, passando per il Brasile di Bolsonaro, Maduro, legittimamente insediatosi come Presidente lo scorso 11 gennaio, ha immediatamente risposto, dal balcone del Palacio de Miraflores, che “l’ennesimo tentativo di colpo di stato non passerà”, lanciando un ultimatum a tutti i diplomatici USA, affinché in 72 ore lascino Caracas e disponendo di interrompere le relazioni diplomatiche e commerciali “con il governo imperialista di Washington”. Netta è stata la presa di posizione di Cuba a fianco di Maduro: “Esprimiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà al presidente Nicolas Maduro dopo che le forze imperialiste hanno cercato di screditare e destabilizzare la rivoluzione bolivariana”, ha affermato il presidente cubano Miguel Diaz-Canel. Così come netta è stata la solidarietà a Maduro espressa dal Presidente della Bolivia Evo Morales: “La nostra solidarietà con il popolo venezuelano e il fratello Nicolas Maduro, in queste ore decisive in cui gli artigli dell’imperialismo cercano di nuovo di ferire la democrazia e l’autodeterminazione dei popoli, è totale. Non saremo mai di nuovo il cortile di casa degli Stati Uniti”. E anche il portavoce del presidente messicano Lopez Obrador ha affermato che “Per ora non c’è nessun cambiamento di posizione riguardo al Venezuela: il Messico continua a riconoscere Nicolas Maduro come Presidente del Paese”.

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Nonostante tutto ciò, altissima, da parte di tutte le forze comuniste, di sinistra, antifasciste, democratiche, in Italia e sul piano internazionale, deve essere tenuta la guardia in difesa della Rivoluzione Venezuelana. Ciò perché a fianco delle forze golpiste del Venezuela, oltreché gli USA e l‘Ue, si sono schierati anche il Canada e altri Stati dell’America Latina, che hanno come obiettivo quello di alzare la pressione politica internazionale contro Maduro e di chiamare all’azione controrivoluzionaria lo stesso esercito venezuelano. Cogliere questo obiettivo, per il fronte imperialista internazionale, non sarà certo facile: l’esercito del Venezuela appare essere, come sempre, schierato a fianco della Rivoluzione e proprio in queste ore il Ministro della Difesa venezuelano, generale Vladimir Padrino Lopez, ha dichiarato che le Forze Armate del suo Paese “Non accettano un Presidente imposto da oscuri interessi e che si è autoproclamato a margine della legge”, confermando il suo appoggio a Nicolas Maduro. Detto tutto ciò, le forze internazionali che si schierano a fianco di Maduro, dai comunisti a tutte le forze antimperialiste, democratiche e antifasciste, conoscono bene qual è la forza della reazione mondiale e debbono dunque disporsi alla difesa della Rivoluzione Venezuelana. IL PCI farà il proprio dovere internazionalista. A cominciare dal richiedere al governo italiano di non riconoscere come legittimo l’atto golpista di Juan Guaidò e di non schierarsi servilmente a fianco degli USA e dell’Ue.

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