A 51 anni dal golpe il PCI con i comunisti e il movimento popolare cileni

Il golpe cileno del 1973: Salvador Allende, presidente socialista, fu rovesciato da Augusto Pinochet. Il golpe segnò la fine dell’Unità Popolare e l’inizio di una dittatura militare.

Il Golpe Cileno del 1973: La Caduta di Salvador Allende

Introduzione e Contesto Storico

“Hanno la forza, potranno sottometterci, ma i processisocialinon si fermano né con il crimine né con la forza. La Storia è nostra e la fanno i popoli(…)Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui il tradimento pretende di imporsi. Sappiate che, più prima che poi, si apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore”.

Queste parole vennero pronunciate daSalvador Allende, Presidente socialista delCile, l’11 settembre 1973, nel suo ultimo discorso alla radio prima che i militari golpisti mettessero a tacere tutte le emittenti non allineate con il colpo di Stato.

Quel giorno le Forze Armate e i Carabinieri delCile, guidati dal Comandante in Capo dell’Esercito,Augusto Pinochet, soffocarono nel sangue l’esperienza diUnità Popolare(coalizione di governo formata da socialisti, comunisti, cristiani di sinistra, radicali e alcuni piccoli partiti) che aveva vinto regolari Elezioni e stava aprendo la strada al superamento del sistema capitalistico e alla transizione pacifica e pluralistica al socialismo nel Paese sudamericano.

L’Ascesa di Salvador Allende

Nel settembre del 1970 il candidato presidenziale della coalizione di sinistra “Unità Popolare“,Salvador Allende, ottenne la maggioranza relativa del 36,3%. Come prescritto dalla Costituzione il Parlamento doveva ratificare l’Elezione scegliendo fra il primo e il secondo candidato con più voti popolari ricevuti. Di norma era sempre stato scelto il più votato dai cittadini, ma in questo caso non si trattava di una semplice alternanza di Presidenti, ma di un’alternativa fra la continuazione del sistema di produzione e della società capitalistica e l’apertura di una graduale ma decisa transizione ad un socialismo democratico e pluralista, che avrebbe comunque abbattuto i privilegi e il potere delle classi possidenti e dell’imperialismo USA nel Paese.

IlCilee non solo stava vivendo anni di profondi movimentisocialiepolitici. Perfino la Democrazia Cristiana sosteneva di essere un partito anticapitalista e negli anni della Presidenza Frei (1964-1970) avviòriformeavallate dagliUSA, che mettevano in conto di perdere qualcosa per non perdere tutto.

Ilcolpo di StatocontroAllendeiniziò in realtà fin dal giorno della sua Elezione. Venne ucciso con armi provenienti dagli USA il Comandante (anti golpista) in Capo dell’Esercito, René Schneider, e si formarono gruppi paramilitari controllati dalla destra, che perpetrarono sabotaggi e attentati terroristici durante i mille giorni del governo diUnità Popolare.

Alla fine la Democrazia Cristiana scelse di ratificare in Parlamento l’Elezione diSalvador Allendea Presidente della Repubblica, spinta dalla sua componente popolare progressista guidata dal candidato presidenziale sconfittoRadomiro Tomice da una componente giovanile che stava in buona parte lasciando la DC e aderendo aUnità Popolare.

Il 24 ottobre 1970Allendevenne ratificatoPresidentee il 3 novembre si insediò.

Le Prime Riforme del Governo Allende

Le prime misure attuate dal nuovo governo nel 1970-71 per quanto riguarda l’aumento dei salari con il conseguente aumento della domanda di beni di consumo, provocarono un forte aumento della produzione e quindi dell’occupazione. Per la prima volta nella loro vita molti operai e lavoratori mangiarono carne regolarmente, poterono fare bere ai loro bambini un litro di latte al giorno tutti i giorni, ebbero assistenza medica, poterono avere ferie con due settimane di soggiorno al mare per tutta la famiglia.

Le banche, il commercio estero, le industrie principali vennero nazionalizzate. Furono stabilite tre aree economiche: quella sociale (statale); mista (a partecipazione statale); privata. I lavoratori si videro affidati compiti fondamentali di direzione. Lariforma agraria(avviata dal conservatore Jorge Alessandri, portata avanti dal democristiano Frei che legalizzò i prima vietati sindacati contadini) ebbe un notevole impulso e il latifondo venne liquidato.

Lanazionalizzazionedelle miniere di rame e salnitro (prima in mano alle compagnie USA e parzialmente “cilenizzate” da Frei), risorsa fondamentale delCile, incontrò un consenso unanime nel popolo, che permise al governo di disporre di fondi da investire nei programmi di costruzione dello stato sociale.

Va notato che nemmenoPinochetosò privatizzare il rame, cosa che invece hanno in parte fatto i governi di Centrosinistra dal 1990 in poi.

Nel primo anno della PresidenzaAllendegran parte del ceto medio non osteggiò il governo, perché l’aumento della domanda favoriva anche il commercio e la piccola e media industria. Alle Elezioni amministrative del 1971Unità Popolarearrivò al 50% dei voti. Praticamente tutta la società cilena si occupava di politica. I giovani, i lavoratori, gli abitanti delle “poblaciones” (quartieri popolari) si organizzavano e partecipavano con entusiasmo al processo rivoluzionario in corso. Mai come in quei tre anni fiorì la cultura ad ogni livello: musicale, letterario, pittorico, teatrale.

La Reazione e il Colpo di Stato

Mano a mano che la controrivoluzione si andava organizzando si fece sempre più chiara la lenta ma inesorabile manovra golpista: merci fatte sparire dai negozi provocando file e mercato nero; iper inflazione; serrata degli autotrasportatori privati contro la creazione di una società statale dei trasporti (ma in realtà semplicemente contro il governo), provocando la paralisi dell’approvvigionamento; proteste delle “pentole vuote” (donne della borghesia che non avevano più latte per fare i loro dolci, utilizzato tutto dal governo per assicurarlo ai  bambini, o alle quali mancava la carne tutti i giorni perché dovevano “spartirla” con i lavoratori, che prima la mangiavano due o tre volte l’anno, ecc.).

La situazione interna del 1972 e soprattutto del 1973 venne caratterizzata dal passaggio del ceto medio (e quindi anche di larga parte del blocco sociale democristiano) a posizioni golpiste, in alleanza sempre più stretta con l’oligarchia reazionaria tradizionale, rappresentata dal Partito Nazionale.

Di questo cambiamento risentirono sempre di più le Forze Armate, i cui ufficiali erano o si consideravano ceto medio. I vertici leali alla Costituzione, dei quali il Comandante in Capo dell’Esercito, Carlos Prats, era la massima espressione, vennero progressivamente messi in minoranza e accusati di “allendismo” per la loro lealtà al governo eletto e partecipazione come ministri in determinate circostanze che lo resero necessario.

Nonostante ciò il consenso al governo diUnità Popolaresi consolidava. Il risultato delle Elezioni parlamentari del marzo 1973 (44% circa alla sinistra di governo) convinse l’opposizione che non c’erano più modalità legali per sfiduciareAllendee destituirlo e che l’unica possibilità era un colpo di Stato condotto da civili e militari che, nelle illusioni della Democrazia Cristiana, avrebbe portato nel giro di poco a nuove Elezioni con una sinistra stroncata e una vittoria DC.

Come andarono le cose è storia nota. Meno noto è cheAllendeaveva deciso di sottoporre la continuazione della propria Presidenza a un referendum. In caso di sconfitta si sarebbe dimesso e avrebbe convocato nuove Elezioni. I militari anticiparono la data delgolpeproprio per impedire l’annuncio del referendum, il cui risultato era tutt’altro che scontato.

Il fatto è che, anche nel caso in cuiAllendefosse stato sconfitto nel referendum, la sinistra cilena e le sue organizzazioni di massa sarebbero rimaste in piedi, pronte a riconquistare il terreno perduto. Ma gli USA, i militari e la destra volevano attuare un piano più ambizioso, cioè l’eliminazione fisica, politica e sociale del movimento marxista, operaio e popolare delCile, impedendo per sempre la sua rinascita.

Le migliaia di fucilati, assassinati, “desaparecidos”, esiliati, sono stati il frutto di un piano sistematico per privare il movimento popolarecilenodelle sue teste pensanti e attivisti, per demoralizzare e impedire ogni tentativo di ripresa. Non a caso ci fu chi dette algolpeil nome di piano “Giakarta”, capitale dell’Indonesia dove nel 1965 vennero sterminati fra mezzo milione e un milione di comunisti. Un massacro di massa, supportato dagli USA, di cui nessuno parla più.

I fatti delCilefra il 1970 e il 1973 influenzarono molto non soltanto la politica latinoamericana, ma anche quella francese e soprattutto italiana, paesi dove esistevano i partiti comunisti più forti dell’Occidente capitalistico e dove era all’ordine del giorno la possibilità di una vittoria elettorale della sinistra unita (in Francia) o del “sorpasso” elettorale nei confronti della DC (in Italia).

Il colpo di Stato diPinochetprovocò ripudio quasi generalizzato e manifestazioni di massa. Migliaia di profughi cileni trovarono in Italia non solo una terra d’accoglienza ma anche (allora) una situazione politica e una sinistra per molti versi affine a quella cilena.

L’11 settembre ricorre il 51° Anniversario del colpo di Stato.

Il Lascito del Golpe e la Situazione Attuale

IlCiledi oggi è un Paese con profondedisuguaglianze sociali, ereditate dalle politiche neoliberiste delladittaturae non superate o addirittura aumentate dai governi eletti succedutisi dal 1990 al 2022. L’esplosione della grande protesta sociale dell’ottobre 2019 ha rimesso in moto una situazione bloccata da 30 anni di liberismo “democratico”. Ma inCilenon esiste più il forte e ben organizzato movimento dei lavoratori e popolare che nel 1970 portòAllendealla Presidenza. Buona parte della sinistra, in primis il Partito Socialista che fu diAllende, hanno accettato fin dalle prime Elezioni del 1990 (o anche prima) il sistema neoliberale e hanno avuto una profonda mutazione genetica. La sfiducia dei cittadini in tutti i partiti, la mancanza di una cultura politica che dovrebbe essere installata da partiti di massa che non esistono, il monopolio dell’informazione da parte di due grandi soggetti privati, ecc., sono tutti fattori che favoriscono lo status quo.

Nel 2022 si è insediato un governo composto da una coalizione di sinistra e da una di centro sinistra, guidato dal PresidenteGabriel Boric. IlPartito Comunistaguida tre ministeri importanti e presiede la Camera dei Deputati. Ma il rapporto di forze parlamentare favorevole alla destra, una magistratura reazionaria e legata all’oligarchia, forze armate e dell’ordine caratterizzate da fatti di corruzione e palesemente di destra, rappresentano ostacoli formidabili all’attuazione del programma riformista del Presidente Boric. Il governo viene sistematicamente bloccato in Parlamento, dove leggi come quella per istituire pensioni pubbliche che garantiscano a tutti una vecchiaia dignitosa, non viene neppure discussa, per fare solo un esempio.

Ciò in un quadro che ha visto il fallimento del tentativo di dotare ilCiledi una nuova Costituzione democratica e sociale (62% di no nel referendum) e la permanenza in vigore della “Costituzione” emanata nel 1980 dalladittatura.

Il Ruolo del Partito Comunista Cileno

IlPartito Comunista del Cileè sottoposto ad attacchi sistematici non solo da parte dell’opposizione, ma anche di componenti (soprattutto PS e PPD) della coalizione di Centrosinistra.

C’è chi propone chiaramente un nuovo sistema elettorale che escluda o riduca rendendola marginale, la presenza comunista in Parlamento.

L’attacco al PC non è soltanto istituzionale ma avviene su tutti i piani. Daniel Jadue, popolarissimo Sindaco comunista di Recoleta, grosso comune dell’area metropolitana della capitale Santiago, è stato arrestato con false accuse che prendono di mira in realtà la sua amministrazione, che ha colpito gli interessi delle aziende farmaceutiche private. Si è formato un comitato internazionale per la sua liberazione (di cui fa parte anche il nostro partito) e un primo risultato è stata la trasformazione della sua carcerazione preventiva in detenzione domiciliare.

IlPartito Comunistaè stato ed è il baluardo più solido del movimento popolare e democraticocileno. È stato un asse portante della lotta contro ladittaturadiPinocheted è riuscito a riacquisire forza sociale e rappresentanza parlamentare in questi difficili decenni postdittatura.

Fa parte di un governo che non di rado sostiene posizioni, ad esempio sulle Elezioni venezuelane, non condivisibili, ma riesce a differenziarsi e nello stesso tempo ad incalzare il governo ad attuare il programma che si è dato. Un programma che non è certo quello diAllendema che, se attuato, costituirebbe un forte progresso nella lunga lotta per la trasformazione delCile.

IlPartito Comunista Italianoè vicino alPartito Comunista del Cilee a tutti coloro che, manifestando il loro ripudio di un ritorno indietro a 51 anni dalgolpe, lottano ancora per riaprire “gli ampi viali” da dove passeranno le donne e gli uomini liberi per costruire una società migliore.

Partito Comunista Italiano –Dipartimento Esteri

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