Venerdì 4 luglio si sono tenute a Roma due importanti iniziative in concomitanza dell’Anniversario della proclamazione d’indipendenza del Venezuela (5 luglio 1811).







Al mattino, in Piazza Simon Bolivar, si è svolta una cerimonia ufficiale con deposizione di un’offerta floreale al monumento del “Libertador” di Venezuela, Colombia, Bolivia e Perù, alla presenza di numerosi diplomatici e invitati.
Un picchetto delle Forze Armate italiane ha reso gli onori militari.
Sono intervenuti William Castillo, Vice Ministro venezuelano delle Politiche Anti Blocco del Ministero del Potere Popolare dell’Economia e delle Finanze e Maria Elena Uzzo, Ambasciatrice a Roma della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
“La vita e l’eredità di Bolivar e il suo richiamo all’unità continuano ad essere una guida luminosa per affrontare le sfide globali. Il ‘Libertador’ continua a vivere nel cuore del nostro popolo. In un mondo caratterizzato da conflitti, disuguaglianze e divisioni, l’insegnamento di Bolivar ci invita a cercare soluzioni solidali e a riconoscere nella cooperazione un cammino verso la pace e la stabilità. È per questo che il nostro Presidente ha creato il Vertice dei Popoli per la Pace e Contro la Guerra, che si svolgerà a Caracas nei prossimi giorni”, ha sottolineato l’Ambasciatrice.
L’iniziativa è stata seguita da un rinfresco per gli invitati alla cerimonia.
Il Partito Comunista Italiano era ufficialmente rappresentato nelle iniziative dalla compagna Cristina Cirillo (Presidente del Comitato Centrale) e Sandro Scardigli (del Dipartimento Esteri).
Dalle 18.00 si è svolto presso il Teatro di Villa Lazzaroni un incontro-dibattito con il Vice Ministro William Castillo intitolato: “Dal blocco economico alla ripresa. La lotta eroica del popolo venezuelano”.
Castillo si è soffermato sugli aspetti salienti della situazione economica venezuelana e le sue prospettive, commentando una serie di diapositive esplicative.
Dal 2014 il Venezuela è stato oggetto di oltre mille sanzioni unilaterali e misure coercitive illegali. Le sanzioni sono la causa principale della crisi che l’economia venezuelana ha attraversato dal 2014 al 2020. L’accesso al cibo e il diritto all’alimentazione del popolo venezuelano hanno subito le conseguenze più gravi dalle sanzioni. Dal 2018 il Venezuela ha preso provvedimenti per combattere le misure coercitive unilaterali e mitigarne l’impatto. Dalla fine della pandemia (2021) l’economia del Venezuela è la più dinamica e in maggiore crescita del Sud America. Il governo bolivariano ha garantito il diritto all’alimentazione e la sicurezza alimentare del Paese ed è un esempio di lotta efficace contro le misure coercitive unilaterali.
La riduzione del deficit nutrizionale al 4,6% nel corso del 2024 è un altro risultato significativo che dimostra l’impegno profuso per garantire il fabbisogno alimentare dell’intera popolazione, con particolare attenzione ai settori più vulnerabili.
Il blocco internazionale voluto dagli USA e dalla UE ha influito pesantemente anche sulla produzione petrolifera, che tra il 2015 e il 2020 è diminuita di quasi il 90%. Il debito, le risorse finanziarie, i beni, le petroliere e gli aerei della PDVSA (la compagnia petrolifera statale) sono stati oggetto di sanzioni e confiscati.
Dopo l’esposizione del Vice Ministro i presenti hanno potuto rivolgere delle domande, alle quali Castillo ha risposto con precisione.
Sandro Scardigli, del Dipartimento Esteri del PCI, ha chiesto quali conseguenze hanno avuto e stanno avendo le sanzioni internazionali sulla fornitura di petrolio a Cuba e su quello a prezzi solidali (allo scopo di produrre programmi di sviluppo economico e sociale) fornito ai Paesi firmatari dell’accordo “Petrocaribe”.
William Castillo ha risposto che negli ultimi dieci anni la PDVSA è riuscita a garantire i livelli essenziali di forniture energetiche a sette Paesi dell’area caraibica. “Petrocaribe” si è bloccato a causa delle sanzioni. È in corso un processo di recupero per riattivarlo. La Repubblica Bolivariana del Venezuela ha un rapporto speciale di fratellanza con la Repubblica di Cuba e, nonostante le sanzioni, è stata mantenuta la collaborazione energetica con L’Avana. Il Presidente Maduro ha lanciato un progetto molto bello, che si chiama “Agro ALBA”. I Paesi dei Caraibi non hanno terre a sufficienza per venire coltivate. Il progetto prevede che imprese di Stati caraibici possano associarsi ad imprese venezuelane per coltivare terreni in Venezuela. Il 70% dei prodotti andranno ai Paesi firmatari degli accordi e il 30% al mercato venezuelano. Questa iniziativa è finanziata dalla Banca dell’ALBA (Alleanza Bolivariana per i Popoli d’America), creata dal Comandante Hugo Chavez e dal Comandante Fidel Castro.
Come Partito Comunista Italiano siamo molto soddisfatti del successo della giornata. Stiamo sviluppando e svilupperemo rapporti sempre più stretti con il processo rivoluzionario bolivariano del Venezuela, oltre che con quello cubano e, più in generale, con il moto di emancipazione sociale e politica antimperialista che continua ad attraversare l’America Latina, fra vittorie e provvisorie battute d’arresto, nel quadro di una recrudescenza delle forme più barbare dell’imperialismo, delle quali l’Amministrazione Trump è portatrice. Un imperialismo che, al di là del colore politico delle Amministrazioni statunitensi, non è mai venuto meno.
PCI – DIPARTIMENTO ESTERI




