Addio ad Ammar Bagdache, figura storica del comunismo siriano

È con profonda tristezza e rabbia che abbiamo appreso la notizia della morte improvvisa, all’età di 71 anni, del compagno Ammar Bagdache, figlio dello storico leader comunista Khaled Bagdache, segretario generale del Partito Comunista Siriano, in cui militava dal 1969. Figura storica del movimento comunista arabo, Ammar proveniva da una famiglia curda di Damasco e ha dedicato l’intera vita alla lotta per una Siria laica, socialista e pluralista.

Fedele ai principi del marxismo-leninismo, Ammar è stato per decenni un punto di riferimento per le forze progressiste in Medio Oriente, opponendosi con fermezza tanto all’imperialismo quanto al settarismo e al fondamentalismo religioso. Pur essendo di origine curda, ha sempre rigettato le derive separatiste nel Rojava, enclave sotto occupazione statunitense, difendendo con coerenza l’unità della Repubblica Araba Siriana e il diritto del popolo siriano a un futuro indipendente e sovrano.

Nel dicembre scorso, con il colpo di Stato orchestrato da Aḥmad al-Shara, ex jihadista e oggi uomo di fiducia dell’Unione Europea, Ammar è stato destituito dal Parlamento e il Partito Comunista Siriano è stato messo fuori legge insieme a tutte le organizzazioni della sinistra rivoluzionaria.

Costretto all’esilio per evitare l’arresto, aveva trovato rifugio ad Atene sotto la protezione dei compagni comunisti greci. Anche da lì non aveva smesso di denunciare la repressione del nuovo regime siriano e di difendere la causa della rivoluzione socialista.

Con la scomparsa di Ammar Bagdache, il movimento comunista siriano (e non solo) perde una guida, ma non la sua voce. La sua vita resta un esempio di coerenza, coraggio e internazionalismo rivoluzionario.

Ricordiamo il compagno Ammar. La sua lotta continua nelle mani di chi non si piega.

Le più sentite condoglianze ai suoi familiari, al Comitato Centrale e ai compagni e alle compagne del Partito Comunista Siriano, che non ha smesso di lottare per la libertà del popolo siriano nonostante la costrizione alla clandestinità.

PARTITO COMUNISTA ITALIANO

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