Mentre la Presidente del Consiglio sbandiera risultati eclatanti riguardanti l’occupazione nel nostro Paese, sostenuta dai soliti organi di comunicazione compiacenti, i dati diffusi in questi giorni dall’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’INPS rivelano una realtà assai diversa e preoccupante, che riguarda anche Savona e provincia.
Come denunciato anche dalla CGIL Savona, nel primo trimestre del 2025 si è registrata una 𝗿𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟬% 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘀𝘀𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 di lavoratrici e lavoratori nelle aziende private rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟭𝟴𝟬𝟬 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝗻𝗼. Un dato in linea, anzi peggiore, rispetto all’andamento complessivo nella nostra regione: in Liguria infatti si registra un calo del 14,1% nelle nuove attivazioni di contratti di lavoro dipendente nel settore privato, pari a 7.696 posti in meno.
Una pesante, gravissima contrazione dell’occupazione che certifica, ancora una volta, la situazione di grave crisi in cui versa l’economia savonese.
A ciò va aggiunto il costante peggioramento della qualità del lavoro, visto che anche nel primo trimestre del 2025 il 𝟵𝟬% 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶 di lavoro in provincia di Savona sono 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗶, mentre le retribuzioni medie nel lavoro privato sono le più basse dell’intera regione. Dati sconcertanti.
Anche la Federazione savonese del Partito Comunista Italiano lancia l’allarme: la situazione è oramai insostenibile per migliaia di lavoratrici e lavoratori della nostra provincia, vittime delle sciagurate politiche di de-industrializzazione, intraprese tanto da governi e amministrazioni di centrodestra quanto di centrosinistra, che negli ultimi decenni hanno indebolito il tessuto produttivo del nostro territorio, portando disoccupazione, precarietà, declino sociale ed emigrazione dei giovani.
Se a tutto ciò aggiungiamo le continue tensioni internazionali, le assurde politiche protezionistiche e le conseguenti speculazioni sui prezzi, un classico del capitalismo senza scrupoli, le prospettive per la nostra economia sono ancora più nere.
L’introduzione dei dazi avrà un impatto devastante anche sulla fragile economia locale della Provincia di Savona, oramai in gran parte basata su piccole e medie imprese e su comparti a rischio come commercio, turismo, artigianato, attività manufatturiere: chiusure, delocalizzazioni e perdita di ulteriori posti di lavoro sono dietro l’angolo.
Siamo davanti ad una vera e propria emergenza sociale ed economica! Il governo Italiano deve smetterla di fare propaganda sulla pelle dei lavoratori, occorre un impegno serio, concreto e immediato a tutela del mondo del lavoro e del tessuto produttivo dei nostri territori, che metta al primo posto la vita delle persone che lavorano e non i profitti degli imprenditori!
Il Partito Comunista Italiano sarà sempre in prima fila nelle lotte a difesa dei diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori, dalla stabilità contrattuale all’adeguamento degli stipendi, dalla parità salariale di genere alla sicurezza sul posto del lavoro!
Federazione PCI Savona




