Nel suo discorso al Quirinale per i settant’anni dell’Assemblea parlamentare della NATO, il Presidente Mattarella ha lodato l’Alleanza Atlantica come “strumento di stabilità e sicurezza”, senza mai pronunciare una sola parola sulle bombe che la NATO – o i suoi Paesi membri – sganciano da decenni in giro per il mondo. Come i bombardamenti sulla Jugoslavia compiuti con la complicità di quel governo Italiano di cui Mattarella fu Ministro della difesa.
Nessun riferimento ai massacri in Palestina. Nessuna parola di solidarietà verso la concittadina Francesca Albanese, bersaglio di attacchi indegni per il solo fatto di dire la verità sull’occupazione e sulla pulizia etnica a Gaza, puntando il dito con coraggio contro i carnefici e i loro complici.
In compenso, Mattarella si è mostrato assai loquace nell’addebitare ogni colpa alla Russia, come se le guerre, le morti, gli squilibri globali, fossero colpa di un solo attore. Un copione già scritto, che serve solo alla propaganda del riarmo dell’Occidente, alla militarizzazione dell’Europa, al rafforzamento dell’impero NATO guidato dagli USA.
Cosa ha davvero garantito la NATO? La guerra in Iraq, in Afghanistan, in Jugoslavia, a Gaza. Essa non è altro che uno spietato gruppo di gendarmi col solo scopo di tutelare con la violenza della guerra gli interessi economici e geopolitici delle grandi potenze occidentali. Non ci stancheremo mai di denunciarlo e ribadirlo.
La Nato ha continuato a ignorare il divieto del principio fondamentale sottoscritto il 26 giugno 1945 da 50 Paesi:
- guerra illegale contro il Nicaragua (1981)
- guerra illegale contro la Serbia (1999)
- guerra illegale contro l’Iraq (2003)
- guerra illegale contro la Libia (2011)
- guerra illegale contro l’Ucraina (2014)
Le parole di Mattarella quindi non solo non ci rappresentano, ma ci provocano vergogna e condanna. Non ci rappresenta chi tace di fronte ai crimini e chi copre il genocidio in corso a Gaza con parole di circostanza e inchini istituzionali.
Noi non ci stiamo.
Non nel nostro nome.
Non nel nome del popolo italiano.




