26 luglio 1953. All’alba, un gruppo di giovani rivoluzionari, guidati da Fidel Castro, attaccava la caserma Moncada a Santiago de Cuba. Era un atto di ribellione contro la dittatura sanguinaria di Fulgencio Batista, ma soprattutto l’inizio di una nuova epoca. Quel giorno, pur nella momentanea sconfitta, nacque la speranza di una Cuba diversa: libera, indipendente, sovrana e socialista.
Lì, tra le mura insanguinate del Moncada, iniziò a brillare la luce della Rivoluzione.
Da allora, quel seme rivoluzionario è diventato un albero le cui radici si sono saldamente legate alla terra cubana e al suo popolo. Così ha resistito a ogni assalto dell’imperialismo, al blocco economico, ai sabotaggi, alle aggressioni armate, alle infamanti campagne mediatiche.
Eppure Cuba non si è piegata. Ha scelto la via della dignità, della giustizia sociale, dell’internazionalismo. Ha scelto il socialismo, e lo ha fatto e continua a farlo ogni giorno, con fatica e coraggio, tra trasformazioni necessarie e continuità rivoluzionaria.
Oggi come ieri, mentre il mondo capitalista affonda nella barbarie delle guerre e delle diseguaglianze, l’esempio della Rivoluzione cubana resta un faro per i popoli in lotta. Il PCI – Partito Comunista Italiano è dalla parte del popolo cubano, delle sue conquiste, del suo diritto a esistere e a rinnovarsi tendendo saldi i propri ideali.
Un mondo migliore è possibile. Il 26 luglio vive in ogni lotta per la libertà.




