Condannati i vertici dell’università UniLink

Il presidente della Link Campus University, l’ex ministro Vincenzo Scotti e il vertice dell’ateneo, sono stati condannati in primo grado dal tribunale di Firenze per aver organizzato un sistema fraudolento che permetteva a decine di studenti, in gran parte agenti di polizia, di ottenere la laurea senza sostenere esami.

Le responsabilità del presidente della Giunta regionale delle Marche Acquaroli, di Fratelli d’Italia, anche alla luce di questa sentenza, sono sempre più pesanti, perché proprio nelle Marche Unilink ha avuto l’autorizzazione ad aprire tre campus per corsi di laurea in medicina e odontoiatria. Favorire le università private che perseguono unicamente il profitto non solo è grave perché si penalizzano le università pubbliche, ma anche perché si alimenta un sistema di compravendita dei titoli di studio.

Alla faccia del “merito” tanto sbandierato dal ministro dell’istruzione Valditara.

Il sindaco PD di Pesaro, Andrea Biancani, non è esente da responsabilità per aver sostenuto la decisione di Acquaroli.

Lo stesso, all’indomani della manifestazione di protesta dell’11 febbraio scorso, organizzata dalla CGIL e dalle Associazioni studentesche e a cui il PCI aveva partecipato con una sua delegazione, dichiarava alla stampa l’intenzione di voler egli stesso aprire le porte della sua città all’università privata oggi al centro delle cronache giudiziarie.

A seguito della sentenza abbiamo letto che il candidato del PD alle regionali, Matteo Ricci, ha dichiarato di essere sempre stato contrario. Peccato che lo leggiamo solo oggi. Avrebbe dovuto dirlo sei mesi fa, prendendo le distanze dalle dichiarazioni favorevoli del suo amico sindaco di Pesaro. Ma meglio tardi che mai.

Dipartimento Istruzione PCI

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