Iveco, uno spezzatino per gli interessi degli Agnelli

Il PCI di Torino denuncia la vendita di Iveco Group alla multinazionale indiana TATA e della divisione difesa a Leonardo. Oltre 8000 lavoratori in Piemonte rischiano il futuro. L’ennesima operazione di cassa della famiglia Agnelli danneggia industria e lavoro. Serve una politica industriale pubblica e strategica.

La notizia era nell’aria da settimane, ma ieri è stata data la notizia ufficiale: Iveco Group è stata venduta all’indiana TATA per 3,8 miliardi di euro. La parte del gruppo che produceva mezzi per il settore della difesa invece è stata ceduta a Leonardo, società di proprietà del Tesoro italiano.

È l’ennesimo spezzatino che colpisce un grande gruppo industriale nel nostro Paese, una società che, anche nei periodi più duri della crisi economica, ha sempre lavorato e garantito la produzione per le proprie lavoratrici e lavoratori.

Solo negli stabilimenti torinesi (Torino e San Mauro T.se) sono occupati più di 8000 dipendenti, di cui 2500 nella produzione di motori, lavoratrici e lavoratori altamente specializzati, senza considerare i lavoratori dell’indotto. La Federazione Torinese del Partito Comunista Italiano esprime forte preoccupazione per il futuro dei dipendenti IVECO e auspica la continuità produttiva degli stabilimenti torinesi ed italiani.

Al tempo stesso condanna l’atteggiamento dell’ex azionista di maggioranza, Exor, la finanziaria della Famiglia Agnelli che ha fatto “cassa”, per l’ennesima volta, sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.

Dario Ortolano
Segretario provinciale di Torino

Condividi