Suscita orrore e sgomento l’avvenuto “esproprio” a Monfalcone dell’immobile di proprietà dell’associazione Dar Es Salaam. Forse esproprio non sarà il termine giuridicamente corretto, ma l’effetto pratico è certamente lo stesso. Un immobile acquistato con i risparmi ed i sacrifici di una importante componente della società monfalconesi viene loro sottratto d’autorità. La colpa sarebbe stata quella di avere pregato all’interno di quell’immobile. Credo che qualsiasi persona dotata di buon senso non possa non rendersi conto dell’enormità e dell’abnormità della cosa. Il tutto peraltro presenta sinistre analogie storiche con gli espropri fascisti del Narodni Dom a Trieste e del Trgovski Dom a Gorizia, ai danni delle locali comunità slovene. Che dire? Non resta che sperare nel Consiglio di Stato per cancellare questa abominevole pagina di storia locale.
Ottavio Romano
(Segretario Regionale PCI Friuli-Venezia Giulia)




