Il 2 agosto del 1980, alle ore 10.25, un’esplosione distrusse un’intera ala della stazione ferroviaria di Bologna, provocando 85 morti ed oltre 200 feriti.
La “Strage di Bologna” rappresentò il culmine di quella che prese poi il nome di “strategia della tensione” messa in atto, con stragi, attentati ed uccisioni, dai centri più reazionari dell’imperialismo e del capitalismo, a livello internazionale e nazionale, con una regia coordinata, attraverso l’utilizzo del terrorismo neofascista e dei servizi segreti deviati per contrapporsi, nel nostro Paese, all’avanzare delle lotte popolari e del consenso attorno al Partito Comunista Italiano come espressione della volontà di un profondo cambiamento politico, economico e sociale, di grande parte del popolo italiano.
A partire dalla Strage di Piazza Fontana (Milano, 1969) passando per la Strage di Brescia (Piazza della Loggia, 1974 ) proseguendo, negli anni fra il 1975 ed il 1980, con 8.400 attentati contro persone e cose e la determinazione di 270 vittime ad opera del terrorismo, l’Italia diventerà il Paese d’Europa col maggior numero di vittime di attentati politici finalizzati a condizionarne fortemente lo sviluppo della situazione politica, economica e sociale, significativamente e drammaticamente rappresentata dall’assassinio di Aldo Moro, nell’anno 1978.
A 45 anni dalla Strage di Bologna, i commentatori politici più avveduti della borghesia, nonché “corifei” permanenti del capitalismo, si spingono ad affermare che “senza verità non esiste democrazia” ed infatti in Italia non esiste democrazia perché ci si è riempita la bocca di tale termine, per decenni, nel corso di una infinita “guerra fredda” contro il comunismo internazionale, salvo poi non disdegnare di utilizzare, da parte dei “registi occulti” della “strategia della tensione”, la violenza terroristica antipopolare, pur di impedire l’accesso al governo del Paese, del più grande e potente partito comunista dell’occidente capitalistico, sull’onda di un forte e prolungato ciclo di lotte popolari, per la giustizia e la libertà, che ha contrassegnato la vita del nostro Paese, per oltre un decennio.
Certo che non esiste la democrazia, quella vera, espressione della volontà del popolo, signori che difendete, ogni giorno, la bontà del capitalismo, e del potere in esso esercitato dalla borghesia, parlando continuamente di pericolo di “dittatura comunista”, ogni qual volta un popolo decide di intraprendere un cammino diverso ed opposto da quello auspicato dalle classi dominanti, e disseminando di violenza e terrore il percorso della vita politica, economica e sociale del Paese che tale cammino dimostra di voler intraprendere !!!
Lo abbiamo visto in Italia, ma in ogni parte del mondo, in America Latina, contro Cuba socialista, il Venezuela Bolivariano ed il governo democratico di Evo Morales, disseminando il Continente di violenza e colpi Stato antidemocratici, ogni qual volta le forze del progresso e della libertà vincevano le elezioni.
Lo abbiamo visto in Africa ed in Asia, contro ogni regime politico e sociale, che esprimesse la volontà di perseguire un vero cambiamento, in senso anticoloniale ed antimperialista.
Lo vediamo, quotidianamente, oggi, nel panorama politico internazionale, con la nuova ” guerra fredda ” scatenata dall’imperialismo USA, guidato da Trump, contro la Repubblica popolare cinese ed i paesi socialisti ed antimperialisti, che lottano per la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli Stati, contro l’imperialismo ed il neocolonialismo.
Ecco, di chi e di che cosa sono vittime, anche i morti ed i feriti della Strage di Bologna e di tutta la “strategia della tensione” che ha percorso, così lungamente, la vita politica economica e sociale del nostro Paese.
Si, non c’è democrazia perché non c’è verità, perché questa non è stata affermata, se non marginalmente, nelle aule dei tribunali della Repubblica parlamentare italiana, che, oltretutto, è pur sempre uno Stato borghese, espressione del potere della classe dominante, la borghesia monopolista ed imperialista, nel sistema capitalistico attuale.
Per la Strage di Bologna, ” sono stati giudicati Luigi Ciavardini, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Gilberto Cavallini ” e ” Licio Gelli è il mandante “.
Ma, quella che il poeta Franco Fortini ebbe a definire ” la falsa guerra civile ” italiana, si combatte ancora, magari non più massacrando vite inermi ed innocenti, con la regia complice dei servizi segreti, ma creando ed alimentando una ” falsa memoria “, fondata su falsi documenti, ancor oggi presentati come originali e veritieri, espressione, invece, della menzogna che accompagnò la elaborazione ed attuazione della strategia della tensione, criminale e terroristica, dei centri di potere capitalistici ed imperialistici, al fine di non perdere il controllo di un Paese, quale l’Italia, giudicato come punto nevralgico ed essenziale, per la NATO ed il sistema di alleanze imperialiste di USA ed UE.
La verità, quella vera, risiede altrove, nella coscienza e nella memoria storica della classe operaia, dei lavoratori e di tutti gli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall’imperialismo, che in quegli anni, ingaggiarono una epica e coraggiosa lotta per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia sociale, la sovranità ed indipendenza nazionale del loro Paese, l’Italia, contro i loro nemici di sempre, il capitalismo e l’imperialismo, dovendo tragicamente conoscere, nel corso della lotta stessa, la ferocia e barbarie dei mezzi utilizzati da questi, contro le proprie legittime e giuste aspirazioni ad una vera alternativa politica, economica, sociale e culturale, contro l’ ordinamento socio-economico del capitalismo ed il sistema politico che lo sorregge.
Solo chi è depositario di questa coscienza e memoria storica, e noi comunisti fra essi, può, nella giornata del 2 agosto, inchinare le proprie bandiere, in omaggio riverente alle vittime della Strage di Bologna e di tutte quelle perpetrate, per lunghi anni, contro le lotte operaie e popolari, per la giustizia e la libertà.
Alle vittime ed ai loro famigliari, l’impegno che tale lotta continuerà, instancabilmente e caparbiamente, per la verità, la libertà e la giustizia, per tutto il popolo italiano.





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