6/9 agosto 1945: Hiroshima e Nagasaki

La mattina del 6 agosto 1945, l’aviazione da guerra degli Stati Uniti d’America sganciò una bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima e, tre giorni dopo, il 9 agosto, sulla città di Nagasaki, provocando circa 166.000 vittime nella prima e 80.000 nella seconda, oltre alle indicibili sofferenze provocate sui feriti, permanentemente, nel corso della loro sopravvivenza.

Fu questo il modo, deciso dalle autorità politico-militari statunitensi, di porre fine alla Seconda guerra mondiale in Asia, dopo la resa della Germania, in Europa, tre mesi prima.

Fu anche un messaggio all’umanità intera, e particolarmente all’Unione Sovietica, allora ancora cobelligerante, su quali sarebbero stati i ” rapporti di forza “, nel periodo postbellico, con l’avvio della ” guerra fredda “, con un atto di ” guerra calda “, criminalmente compiuto contro popolazioni civili inermi, anziché contro truppe combattenti dell’impero nipponico, che si sarebbero, poco dopo, arrese, ponendo fine alle ostilità della seconda guerra mondiale.

Colpisce, in queste ore, assistere a come, i nostri media nazionali, ricordino tali avvenimenti, definendoli ” la scelta più difficile “. Per chi, contro chi, a quale scopo??!

È un altro modo edulcorato e ipocrita, per descrivere il contesto che portò a prendere la decisione dei bombardamenti atomici, contro popolazioni civili, al fine, dichiarato, di porre fine, rapidamente, alla seconda guerra mondiale.

Vi saranno, successivamente, altri contesti, in cui gli USA si troveranno a prendere in considerazione la possibilità ed opportunità di simili ” decisioni difficili “, e, significativamente, negli anni ’60, quando il Vietnam, martoriato da disastrosi bombardamenti, con l’uso anche del napalm, da parte della aviazione nordamericana, resisterà eroicamente agli attacchi, vanificando le speranze degli aggressori imperialisti, di una possibile vittoria, sia per l’eroica resistenza di un popolo e di uno Stato che si ergeva, con la forza dei propri ideali, a diga invalicabile da parte degli aggressori, sia per l’aiuto fraterno del ” campo socialista “, dotato, ormai, anch’esso, del deterrente atomico.

Così si caratterizzò, fin da quei giorni, del 1945, il nuovo contesto postbellico, con gli USA che si erigevano, ormai, come forza dominante del ” campo imperialista ” che, con i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, rivolgevano un messaggio intimidatorio ed aggressivo, alla umanità intera, a significare quali sarebbero stati, da quel momento in poi, i reali rapporti di forza a livello internazionale, soprattutto contro il socialismo ed i popoli e gli Stati, amanti della pace, della propria sovranità ed indipendenza nazionale.

Ma le cose, negli anni successivi, non andranno, poi, come previsto e desiderato dall’imperialismo USA e dai suoi alleati.

L’Unione Sovietica, si doterà, ben presto, del deterrente atomico atto a contrastare le mire espansionistiche ed aggressive dell’imperialismo, verrà respinta l’aggressione alla Corea, con la guerra degli anni 1950/53, il Vietnam resisterà e vincerà, nel 1975, e decine di popoli e di Stati, con una lotta tenace e coraggiosa, si libereranno dal dominio coloniale ed imperialista  delle potenze occidentali alleate degli USA, mentre, con la vittoria della Rivoluzione popolare cinese, nel 1949, e la nascita  della Repubblica popolare, il 1 ottobre di quell’anno, proclamata dal Presidente Mao Tse-tung, si ampliava grandemente, rafforzandosi, il ” campo socialista “, che sarebbe stato, per lunghi anni, il baluardo inespugnabile della lotta dei popoli e degli Stati del mondo intero, contro l’imperialismo USA ed europeo, e che, ancor oggi, dopo le sconfitte subite, sul finire del secolo scorso, resta il solido punto di riferimento e di appoggio, per tutti i popoli e gli Stati che lottano per la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale.

No, il mondo, dopo la fine della seconda guerra mondiale, non si è sviluppato secondo gli intendimenti ed i segni premonitori, che i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, lasciavano presagire.

Grandi sono state le sofferenze, imposte all’intera umanità, da parte dell’imperialismo ed il neocolonialismo USA ed europeo, nel tentativo di imporre, al mondo intero, il proprio dominio unipolare.

Ma dalla lotta di classe, dei popoli e degli Stati, a livello internazionale, ha preso forma, ormai, un equilibrio internazionale multipolare e policentrico, in cui, all’imperialismo USA ed ai suoi alleati, risulta sempre più difficile imporre all’umanità, la propria volontà di dominio.

Resta la sofferenza di quei giorni, dell’inizio di agosto del 1945, di un popolo ormai stremato, dalla guerra e dal militarismo, di cui esso stesso era stato vittima, il popolo giapponese, nelle città di Hiroshima e Nagasaki, che pagò il prezzo finale più alto e doloroso, per porre fine alla seconda guerra mondiale, col fuoco terribile di una esplosione atomica, che ancora brucia le carni delle vittime, e dovrebbe farlo, rispetto alle ” coscienze ” dei carnefici. Ma sappiamo di quale ” spessore ” siano capaci queste ultime.

Come comunisti, esprimiamo, nell’anniversario della ricorrenza di quei tragici eventi, il nostro riverente omaggio e ricordo per le vittime innocenti di quel feroce ” delitto contro l’umanità “, la solidarietà piena e totale ai feriti e, ancor oggi, portano, sul loro corpo, le sofferenze delle ferite loro inflitte da quelle terribili esplosioni, e gridiamo a viva voce:

MAI PIÙ HIROSHIMA E NAGASAKI, SOCIALISMO O BARBARIE!!!

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