Il PCI a Mosca invitato al Congresso del Partito Comunista della Federazione Russa

Si è svolto il 5 luglio 2025 nelle vicinanze di Mosca il congresso del PCFR.

Vi hanno partecipato circa 200 delegati ed altrettanti invitati. In realtà si è trattato della prima

parte del congresso, dato che la seconda è stata rinviata ai mesi autunnali con lo specifico compito dato al nuovo Comitato Centrale di elaborare il programma elettorale del PCFR relativo alle elezioni parlamentari del 2026.

In relazione a questo importante traguardo il PCFR ribadisce con forza la necessità di superamento dell’attuale sistema elettorale alquanto truffaldino. In Russia si vota sia nei seggi elettorali che per posta e persino col telefonino. Ciò ha già consentito al partito di potere Russia Unita di Putin la manipolazione dei risultati, specie a danno della rappresentanza comunista. Il voto col telefonino è infatti molto presente nelle

grandi città mentre è quasi inesistente nella lontana periferia e nelle campagne, dove

i comunisti risultano molto più forti.

Il congresso è stato salutato dai rappresentanti diplomatici dei paesi socialisti (Cina, Cuba, Venezuela, Vietnam ecc.) mentre i saluti degli altri partiti, compreso il PCI, sono agli atti.

Importante è stato il saluto del presidente Putin, letto da un suo inviato. In questo saluto si dà atto al PCFR di coerenza ed influenza, anche nelle severe critiche rivolte

al potere, accompagnate però da uno spirito costruttivo. Lo stesso presidente del PCFR Zjuganov ha riconosciuto in un’intervista televisiva di aver avuto un lungo colloquio con Putin qualche giorno prima del congresso e che,

comunque, lo stesso Putin sembra chiamarlo quasi ogni settimana per conoscere l’opinione dei comunisti che sono, senza dubbio, la principale forza di opposizione nella Duma.

Del resto è ormai assodato che il partito Russia Unita, pur avendo una solida maggioranza parlamentare, risulta lacerato in correnti e gruppi di interesse che ne paralizzano l’efficacia. In questa situazione di crisi internazionale sarebbe utile una

maggiore coesione delle forze politiche e pare che lo stesso Putin se ne faccia promotore. I comunisti, a detta di Zjuganov ed anche di molti suoi collaboratori, non hanno intenzione di accedere al governo russo senza ottenere un forte cambio di passo. Forse sperano nella dissoluzione di Russia Unita o almeno che i dissidi interni ne paralizzino la forza d’urto.

Zjuganov parla esplicitamente di un futuro governo di “sinistra-centro” a condizione che il centro, cioè RU e Putin, accettino punti fondamentali come una vera riforma elettorale in senso democratico-rappresentativo, maggiormente proporzionale, la nazionalizzazione dei settori strategici dell’economia russa ed una politica economica simile a quella cinese in cui l’imprenditoria privata viene strettamente controllata dagli organi dello Stato. Si parla infine di ristabilire i diritti sociali (pensioni, sanità)

che negli anni scorsi sono stati ridotti.

Pare evidente che una svolta politica non ci sarà prima delle elezioni del 2026 e senza la riforma elettorale richiesta a gran voce.

Il PCFR si presenta con un programma definito “della Vittoria” e che sarà specificato ed articolato dal nuovo CC, discusso ed approvato dalla seconda sessione del congresso.

Nell’ambito dei lavori congressuali sono state approvate diverse mozioni relative a temi di attualità. Tra queste anche la mozione su Stalin cui viene in qualche modo restituita dignità storica considerando il rapporto segreto di Kruscev e le decisioni del XXII congresso del PCUS come fatti legati alla resa dei conti nel gruppo dirigente del partito senza una vera verifica storica. La mozione in questo senso non si sostituisce agli studi storici, ma cerca di rispettare l’opinione pubblica russa che in Stalin vede sia il vincitore della guerra al nazifascismo che il fautore della modernizzazione industriale e scientifica dell’URSS secondo la visione di Lenin.

Dal punto di vista pratico il PCFR propone semplicemente di ristabilire il nome storico di Stalingrado alla città che Kruscev, contro la volontà della popolazione e dei reduci di guerra, rinominò Volgograd.

PS: Breve nota. Zjuganov nella sua relazione cita ampiamente le fonti che ispirano la lotta dei comunisti, tra cui anche Antonio Gramsci.

PPSS: Il nuovo CC ha rieletto Zjuganov presidente del PCFR. La compagna Mascia Drobot che ha salutato il congresso del PCI a Orvieto è stata eletta nel presidium del partito. Avrà l’incarico dell’organizzazione e selezione quadri.

Segue la relazione di Zjuganov al congresso e la valutazione che ne ha fatto al gruppo parlamentare comunista alla Duma, scarica il PDF.

One Comment

  1. Angioletto Usai. P.C.I. Mo.

    Viva il PCFR ! Dalla Federazione provinciale del PCI di Modena ci auguriamo che RU possa perdere consenso in modo democratico in favore di PCFR alle prossime elezioni politiche russe del 2026. ( Angioletto Usai )

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