Da rainews.it: “Non vincerete. Chiunque si metta nei guai con la nazione di Israele, chiunque uccida i nostri bambini e le nostre donne, lo spazzeremo via. Dovreste saperlo, questo è successo nel corso della storia”, si sente Ben Gvir dire a un Barghouti dall’aspetto consunto.
Vogliamo riprendere il titolo del romanzo di Elio Vittorini sulla Resistenza pubblicato nel giugno del 1945 perché descrive in maniera chiara quello che si può vedere in un video diffuso dal ministro della sicurezza nazionale del governo israeliano Ben Gvir. In questo video si vede e si sente il ministro intimidire e minacciare l’intero popolo palestinese attraverso la persona di Marwan Barghouti, bersaglio delle sue invettive.
La scena si svolge in un carcere di massima sicurezza israeliano dove Marwan Barghouti, leader palestinese, è incarcerato da più di vent’anni. Barghouti, che ha 66 anni e appare molto dimagrito e sofferente, è un combattente per i diritti del suo popolo contro le discriminazioni e le violenze di cui è stato oggetto da parte dei governi e dell’esercito di Israele. Violenze che negli ultimi anni stanno raggiungendo il culmine della brutalità a Gaza e in Cisgiordania.
Barghouti, che ha sempre negato le accuse a suo carico, fu condannato a cinque ergastoli e 40 anni di carcere per fatti avvenuti durante la seconda Intifada palestinese, dopo un processo che è stato ampiamente criticato in quanto ha violato il diritto internazionale.
Le parole del ministro di estrema destra israeliano esprimono un intollerabile odio verso Barghouti e, attraverso Barghouti stesso, si fa capire un intollerabile senso di superiorità nei riguardi di tutto il popolo palestinese.
Tornando al titolo del romanzo di Vittorini, risulta chiaro che chi appartiene alla categoria degli uomini non può che essere Marwan Barghouti. C’è qualcosa di profondamente ingiusto se Ben Gvir possa essere un ministro e Marwan Barghouti viene costretto a sopravvivere in una cella d’isolamento da un governo che viene definito democratico ma, evidentemente, non lo è.
Libertà per Marwan Barghouti.




