Soldati israeliani nelle Marche a curare le ferite mentali

A dare l’allarme è stata una inchiesta sul “Fatto Quotidiano”, di Stefania Maurizi e Ferruccio Sansa (7 settembre), secondo cui soldati dell’esercito israeliano (IDF) verrebbero a gruppi di dieci-venti in Italia per «decomprimere», vale a dire recuperare la propria salute mentale, scossa dalle crudeltà atroci dei combattimenti ed eccidi a Gaza, o in altri paesi come il Libano. Questi soggiorni organizzati certamente con accordo tra governi e la protezione locale della Digos, ci sarebbero già dal 2024 e sono segnalati nelle Marche meridionali e in Sardegna.

L’inchiesta del “Fatto” raccoglie dichiarazioni di testimoni raccolte nel Fermano.

La presenza è discreta e condotta in modo da non attirare l’attenzione, nemmeno i sindaci vengono informati.

Dall’inizio della guerra i casi di disturbi post traumatici da stress tra i soldati israeliani sarebbero alcune migliaia, con diversi suicidi. Così vengono prenotati soggiorni all’estero di un mese con copertura di turisti. Le destinazioni sono selezionate, luoghi nella natura, appartati, per non finire sotto i riflettori.

I soldati momentaneamente a riposo, giovani tra i venti e i trent’anni, vengono alloggiati in case private, che ospitano due o tre persone ognuna. Hanno le giornate organizzate. Su questo pare sia stata coinvolta anche la Regione. Non sembra essere un caso infatti che nel 2024 sia stato approntato un programma per “turisti”, rivolto a far conoscere le tracce della storica presenza ebraica nella regione, intitolato “Itinerari Ebraici Marchigiani”. Anche se la Regione Marche, interpellata dal Fatto, ha negato che abbia a che fare con la “decompressione” dei militari, di cui ha pure negato di essere a conoscenza della loro presenza. Nessuno li avrebbe avvertiti. Possibile? Di sicuro ai cittadini niente è stato detto.

Ad avviso dell’Anpi, se fosse vero che le Marche e l’Italia sono state e sono retrovia e resort di militari dell’esercito israeliano che sta massacrando migliaia di civili, a risponderne devono essere il governo nazionale e regionale.

C’è infatti l’obbligo di verificare eventuali e personali responsabilità negli atroci crimini che quotidianamente vengono compiuti dall’esercito israeliano a Gaza.

O anche in Libano, dove l’esercito israeliano ha addirittura sparato contro la forza internazionale di interposizione Unifil dell’Onu, di cui fanno parte con un ruolo importante nel comando anche militari italiani.

Le Autorità sono chiamate a rispondere: dove hanno combattuto e con quali ruoli questi militari che vengono in Italia per riposare i nervi e recuperare le forze, per essere poi reimmessi nel carnaio?

Il professor Mariniello, docente di Diritto penale internazionale, in un intervento svolto l’8 luglio 2025 in un convegno alla Sala Isma del Senato, ha denunciato come l’Italia stia già violando l’obbligo di prevenzione del genocidio, in quanto ignorando i deliberati della Corte internazionale di giustizia continua a trasferire armi e materiali dal duplice uso a Tel Aviv ed è perciò corresponsabile in atti genocidari a Gaza.

Le azioni criminali dello Stato sionista di Israele e del suo esercito, come pure le complicità con esse delle Autorità italiane vanno denunciate e perseguite!

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