Il 4 Novembre non si celebra nessuna vittoria, ma la fine di una carneficina. La prima guerra mondiale costò all’Italia 650.000 morti e un milione di mutilati e feriti; fruttò invece enormi profitti per i grandi gruppi industriali. Ieri come oggi la guerra è un’immane tragedia. Per questo nell’art. 11 della Costituzione c’è scritto “l’Italia ripudia la guerra”.
Con questo spirito il CESTES-PROTEO (ente di formazione accreditato), insieme all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ha organizzato quest’anno un Convegno con il titolo “4 novembre, la scuola non si arruola”, a cui si sono iscritti oltre mille docenti.
A quattro giorni dall’evento formativo Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha cancellato il convegno dalla piattaforma ministeriale per la formazione S.O.F.I.A., togliendo ai docenti, tra l’altro, la possibilità di fruire del permesso per la formazione previsto dal Contratto nazionale di lavoro, a rischio di incorrere in sanzioni disciplinari.

La cancellazione è così motivata: “l’iniziativa ‘La scuola non si arruola’ non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel CCNL scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016.”
In sostanza per il Ministro Valditara la riflessione sui temi della pace e della guerra, l’art. 11 della Costituzione repubblicana, l’educazione alla pace e il rifiuto delle armi come contrasto ai conflitti sarebbero estranei alle finalità dell’insegnamento.
Si tratta di un atto censorio culturale e pedagogico senza precedenti, che colpisce non solo la libertà di insegnamento ma la democrazia e il pluralismo nella scuola pubblica.
La pace diventa un argomento tabù, di pace a scuola non si dovrebbe parlare. Come PCI avevamo già denunciato, poche settimane fa, la rimozione di uno striscione disegnato dai bambini di una scuola elementare in provincia di Como. Con questo provvedimento si innalza il livello dell’ottusità e della prevaricazione.
Condanniamo l’atto repressivo ministeriale contro la scuola, gli insegnanti e gli studenti.
La scuola non va “arruolata” all’ideologia bellicista, ma essere educazione di libertà, confronto democratico e promozione dei valori costituzionali.
Dipartimento istruzione PCI




