Il Partito Comunista Italiano esprime piena solidarietà al professor Angelo D’Orsi, storico di riconosciuto prestigio, per l’inaccettabile annullamento della conferenza che avrebbe dovuto tenersi il 12 novembre presso il Polo del ’900 di Torino.
Si tratta di un atto che rappresenta una grave ferita alla libertà di espressione, al pluralismo delle idee e al ruolo stesso delle istituzioni culturali pubbliche.
Riteniamo vergognoso che in un Paese che si definisce democratico si possa impedire a uno storico di parlare, di discutere, di proporre una riflessione critica su temi di attualità internazionale.
È un segnale preoccupante di un clima politico e culturale sempre più intollerante verso le voci non allineate alla narrazione dominante.
Ancor più grave è che tale decisione sia maturata all’interno di un contesto amministrativo e politico che dice di richiamarsi a valori democratici e antifascisti.
L’annullamento è avvenuto infatti per mano del Sindaco PD di Torino, Lorusso, a seguito di pressioni di un’associazione ucraina, del Partito Radicale e della vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente del Partito Democratico, Pina Picierno, ed è specchio evidente della natura e dell’ambiguità di certe organizzazioni, del modo di intendere la democrazia di chi si proclama difensore della libertà e poi nega il diritto stesso al confronto e alla critica.
Il PCI ribadisce che la democrazia non si difende censurando ma garantendo a tutte le opinioni il diritto di esprimersi, nel rispetto delle regole del dialogo civile.
La cultura non può essere ridotta a strumento di propaganda né piegata agli equilibri geopolitici più “comodi” del momento.
Chiediamo al “Polo del ’900” ed alle istituzioni torinesi che al professor D’Orsi venga restituito il diritto di tenere la sua conferenza. Difendere la libertà di parola significa difendere la libertà di tutti.
Matteo Bellegoni
Segreteria Nazionale PCI




