Si è svolta sabato 8 novembre 2025 presso l’Hotel Michelangelo di Terni (viale della Stazione, 63) la 5a Conferenza Nazionale sul Lavoro del Partito Comunista Italiano a cura del Dipartimento Lavoro PCI.
Appuntamento che ha riscosso notevole interesse e grande partecipazione da tutta Italia: numerose le delegazioni territoriali (Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Liguria, Puglia, Campania, ecc.) e gli ospiti che hanno voluto porgere il loro saluto all’apertura dei lavori:
- Luca SIMONETTI Presidente 3^ Commissione Consiliare permanente Regione Umbria Capogruppo Movimento 5 Stelle
- Francesco FILIPPONI Presidente 1^ Commissione Consiliare permanente Regione Umbria
- Giulio RATINI Segretario Provinciale PRC – Terni
- Stefano GARZUGLIA Segretario Provinciale FIOM CGIL – Terni
- Alessandro LEONARDI Sindacato Generale di Base SGB – Roma
- Franco COPPOLI COBAS – Terni
- Delio FANTASIA Operaio sospeso STELLANTIS FIAT – Cassino
- CUB – Frosinone
Pur nella variegata collocazione politica degli ospiti intervenuti, è emersa una diffusa e radicata esigenza di unità e di cooperazione per la creazione di un fronte comune di lotta alle prevaricazioni del padronato e alle derive rovinose del capitalismo imperante.
Il tavolo di Presidenza, coordinato da Cristina Cirillo e composto da Mimmo Pascarella, Costantino Pacioni, Sonia Pecorilli e Sara Ricci ha avviato i lavori con la relazione di apertura di Mimmo Pascarella (Responsabile Nazionale Dipartimento Lavoro) il quale – partendo da un inquadramento del contesto politico internazionale e nazionale – ha delineato gli obiettivi della Conferenza e le ragioni che hanno portato alla nascita del Cantiere dei Diritti, uno spazio aperto a tutti i lavoratori e le lavoratrici, ai precari, ai migranti, ai pensionati e a chiunque subisca quotidianamente la silenziosa rapina dei diritti e le conseguenze estreme dello sfruttamento in un sistema neoliberista che antepone il profitto persino alla mera sopravvivenza del lavoratore.
Uno spazio libero e indipendente, nel quale possono avere voce sindacati, associazioni, attivisti, singoli cittadini che vogliano offrire il proprio contributo e la propria testimonianza alla causa.
La necessità e l’urgenza di riportare il lavoro al centro del dibattito politico e i lavoratori a riconquistare un ruolo da protagonisti delle dinamiche sociali hanno mostrato quanto il tema sia trasversale e investa ogni ambito della vita del Paese e soprattutto quanto lo smantellamento dei diritti dei lavoratori abbia minato la fiducia nella politica, nelle Istituzioni e nelle organizzazioni sindacali, portando a rassegnazione, astensionismo, rinuncia alla partecipazione democratica. In questa cornice drammatica, ma al tempo stesso foriera di speranza, si sono susseguiti gli interventi dei compagni componenti della Direzione, della Segreteria Nazionale e del Comitato centrale, ciascuno dei quali ha focalizzato la sua attenzione su un ambito specifico della questione.
Giorgio Langella ha messo l’accento sulle nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, sottolineando la necessità che siano al servizio della collettività e non delle élite di privilegiati che ne detengono il possesso.
Sonia Pecorilli ha presentato un quadro impietoso e sconcertante sul lavoro minorile nel nostro Paese, fenomeno che non riguarda solo minori extracomunitari o migranti ma che pervade anche i minori italiani, in contesti di estrema fragilità economica e sociale.
Carlo Romagnoli ha affrontato il nesso salute-lavoro, attuale come non mai in questi ultimi anni in cui ai lavoratori è richiesto di scegliere tra lavoro e vita, tra malattia e possibilità di sostentarsi, tra possibilità di cura e necessità di sopravvivenza.
A questo intervento si lega idealmente la testimonianza della compagna Susanna Rovai sugli infortuni sul lavoro, ulteriore terreno fertile di discriminazioni e sottrazione di diritti.
Segue Silvano Chierotti con una attenta analisi sulla situazione dei trasporti e della logistica e sulla necessità di ripensare l’intero sistema al fine di migliorare le condizioni di lavoro e di salario degli operatori.
Gennaro Iovino pone successivamente al centro dell’attenzione la trascurata questione dei marittimi, categoria sottoposta a perniciose forme di sfruttamento e quasi totalmente priva di tutele.
Sara Ricci ha offerto uno spaccato del precariato culturale, con particolare attenzione a quelle fasce invisibili di lavoratori senza categoria né rappresentanza, senza contratto e senza garanzie, che portano avanti la filiera editoriale in un Paese in cui si legge sempre meno e c’è una pericolosissima sovraproduzione di pubblicazioni che drogano il mercato privilegiando la quantità alla qualità.
Sandro Scardigli inquadra la questione da un punto di vista geopolitico, concentrandosi sulle implicazioni internazionali che non possono essere considerate avulse dal contesto nazionale ma sono ad esso strettamente connesse.
Matteo Bellegoni ha portato alla luce la necessità di attuare una rivoluzione anche e soprattutto nel campo della comunicazione: occorre ricominciare a parlare con i lavoratori, con le classi sociali che costituivano la nostra base e che ora sembrano parlare un’altra lingua; occorre padroneggiare nuovi mezzi di comunicazione, nuovi linguaggi, nuove strategie, nuovi strumenti di analisi della situazione contingente affinché il nostro spirito critico possa tradursi in azione e l’azione in lotta collettiva.
Numerose altre testimonianze si sono susseguite: compagne, compagni, militanti del Partito, hanno arricchito la discussione con proposte e suggerimenti che andranno a incrementare i punti del Manifesto del Cantiere dei Diritti: un documento che nasce, cresce e si sviluppa nella collettività e nella collaborazione tra le parti.
Chiude lo spazio riservato agli interventi il compagno Patrizio Andreoli con un lucidissimo intervento sulla necessità che la politica torni ad animare la discussione interna del Partito: l’aspra battaglia che ci attende non consente distrazioni.
A concludere una giornata importante e densa di contenuti il discorso di chiusura del compagno Pascarella che, con la sua consueta passione, invita i compagni a compiere quel necessario cambio di passo che potrà consentire al Partito di crescere, di radicarsi sul territorio, di farsi portavoce delle istanze dei lavoratori e degli sfruttati e di incidere positivamente sulla collettività, realizzando quel radicale cambiamento di sistema che solo il socialismo può apportare.





























































