Il PCI al fianco dei lavoratori Siderurgici ex Ilva

La Federazione genovese e ligure del Partito Comunista Italiano esprime il proprio incondizionato sostegno alla mobilitazione dei lavoratori siderurgici ex-Ilva che a Genova e in Italia sono in lotta per evitare lo smantellamento della siderurgia pubblica con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, di cui oltre un migliaio solo a Genova tra diretti e indiretti.

La Federazione genovese e ligure del Partito Comunista Italiano esprime il proprio incondizionato sostegno alla mobilitazione dei lavoratori siderurgici ex Ilva che a Genova e in Italia sono in lotta per evitare lo smantellamento della siderurgia pubblica con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, di cui oltre un migliaio solo a Genova tra diretti e indiretti.

Evidente è il fallimento del governo Meloni che, mentre si riempie la bocca della parola patria, in perfetta continuità con i governi precedenti, dimostra la sua subalternità agli interessi di multinazionali e finanziarie varie la cui unica finalità è solo quella di socializzare le perdite e privatizzare i profitti, alla faccia della classe lavoratrice e del sistema industriale del paese.

I lavoratori dell’acciaio non possono essere lasciati soli a difendere il loro posto di lavoro e l’attività produttiva.

Comune di Genova e Regione Liguria non possono fare da spettatori; devono attivarsi immediatamente presso il governo per evitare l’ennesima perdita di posti di lavoro e di attività industriali strategiche per la città e per il Paese come già avvenuto negli anni passati.

La crisi dell’acciaio non è una fatalità ma il risultato calcolato di decennali politiche neoliberiste fatte di chiusure industriali, privatizzazioni e di sottomissione alle direttive dei burocrati dell’Unione Europea assoggettati agli interessi di grandi multinazionali e gruppi finanziari.

I grandi proclami più volte apparsi sulla stampa nazionale si rivelano per quello che sono, fumo negli occhi utile a prendere tempo mentre si sta svendendo agli interessi dei soliti noti il patrimonio pubblico dell’industria italiana.

È un film che abbiamo già visto e il finale è sempre lo stesso, chi paga il conto è sempre la classe lavoratrice.

La lotta dei lavoratori siderurgici di Genova deve diventare lotta di tutta la città, lotta di una intera comunità. È necessario costruire un fronte comune che unisca i lavoratori dell’acciaio, i comitati territoriali, i cittadini, i sindacati, i partiti e le istituzioni per bloccare la chiusura e lo smantellamento dell’impianto.

Basta bugie dal governo, dalle forze politiche e dalle amministrazioni che hanno sostenuto in questi anni politiche aziendali e di mercato subalterne alle multinazionali. L’unica strada è nazionalizzare l’attività siderurgica, investire in nuovi impianti e in una vera decarbonizzazione. Investire nelle attività industriali invece di buttare miliardi in armamenti. Non un posto di lavoro in meno, nessuna chiusura di impianti siderurgici, basta cassa integrazione!

Questa è l’unica soluzione seria e percorribile. Al lavoro e alla lotta per battere multinazionali, speculatori finanziari e affaristi.

Lucio Ottino
PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Segreteria regionale
Liguria Dipartimento Lavoro

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