Oneri per lo stato, in violazione della costituzione

Per l’art. 33 della Costituzione spetta alla Repubblica istituire scuole statali di ogni ordine e grado e assicurare a tutti l’istruzione obbligatoria, che di conseguenza deve essere gratuita.

Lo Stato dunque ha obblighi precisi, senza i quali il diritto all’istruzione non esisterebbe.

L’art. 33 prevede anche che “Enti e Privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

La legge di Bilancio varata dal governo Meloni e in discussione in Parlamento va in direzione opposta, aggravando la violazione di questo principio. Già finanziamenti diretti alle scuole private sono stati elevati nel 2025 a 750 milioni di euro.

Per il 2026 si prevede in aggiunta l’innalzamento da 800 a 1.000 euro della detrazione per chi manda i figli nella scuola privata.

Inoltre, ciliegina sulla torta, un emendamento presentato dalla ex ministra Mariastella Gelmini, elargirebbe un bonus di 1.500 euro per ciascun figlio iscritto alle scuole paritarie di primo e secondo grado.  Ricordiamo che la Gelmini è stata artefice, tra il 2008 e il 2012, del taglio di dieci miliardi al bilancio di scuola e università.

Intanto per la scuola pubblica mancano le risorse necessarie, non si prevedono fondi adeguati né per il rinnovo del contratto dei lavoratori della scuola, né per il funzionamento, né per l’edilizia scolastica. Al contrario, si prevedono altri tagli. Viene inserito il divieto di nominare supplenti nella scuola secondaria di primo e secondo grado fino a 10 giorni di assenza del docente titolare; le sostituzioni dovrebbero avvenire utilizzando l’organico dell’autonomia, che dunque diventa organico per le  supplenze anziché per il potenziamento dell’offerta formativa: di fatto è un taglio agli organici del personale docente e ai poteri degli organi collegiali sulle scelte didattiche, nonché una diminuzione delle ore di insegnamento delle discipline.

Le “spese in conto capitale” cioè i fondi per l’edilizia scolastica e universitaria e le infrastrutture scientifiche per il triennio 2026-28 vengono ridotte.

Tutto il mondo della scuola è chiamato a sollevarsi contro le politiche del governo Meloni, a respingere l’ennesimo incentivo al sistema privato dell’istruzione e a difendere la scuola pubblica aperta a tutti. Occorrono più risorse per le scuole e le università statali, occorre che il diritto allo studio sia garantito a tutti gli studenti.

Dipartimento Istruzione PCI

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