Cuba socialista ha ospitato, il 1° dicembre 2025, l’evento centrale delle celebrazioni per gli 80 anni della Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDIM). Vi hanno preso parte oltre cento delegate delle organizzazioni affiliate, provenienti da 27 paesi dei diversi continenti. Dall’Italia era presente, in rappresentanza dell’Associazione Donne della Regione Mediterranea (Awmr Italia) e in qualità di vicepresidente europea della stessa Federazione, la compagna della Segreteria nazionale PCI, Ada Donno.
Con l’occasione, nei giorni immediatamente precedenti, il 28, 29 e 30 novembre, si è tenuta la sessione annuale del comitato direttivo della FDIM. Ad assumere l’onore e l’onere di organizzare e coordinare gli eventi sono state la Federazione donne cubane (FMC) e la Oficina Regional della FDIM per le Americhe e i Caraibi (ORFDIM).
Quattro giornate intense di elaborazione e confronto, accompagnate dal grande calore e la proverbiale allegria che contraddistingue il pueblo rebelde che da oltre sessant’anni difende con coraggio il suo paese socialista indipendente e sovrano, resistendo senza piegarsi al feroce bloqueo economico, politico e ideologico-propagandistico dell’imperialismo yankee.
La FDIM è una organizzazione storica di donne, fondata a Parigi il 1° dicembre 1945, anno in cui il mondo usciva dalla grande tragedia della seconda guerra mondiale – la più distruttiva che l’umanità avesse mai conosciuto – scatenata dal nazifascismo. Alcune delle donne che presero parte al congresso fondativo erano sopravvissute ai campi di sterminio nazisti; quasi tutte avevano preso parte attiva alla Resistenza europea, come combattenti o come staffette partigiane. Alcune avevano nomi già noti oltre i confini dei loro paesi, come la Pasionaria Dolores Ibarruri e la combattente dell’Armata Rossa Nina Popova; altre avrebbero assunto ruoli di primo piano negli anni seguenti, come le italiane Ada Gobetti, Lina Merlin e Camilla Ravera. Altre ancora si sarebbero unite alla FDIM negli anni successivi provenendo dalle file delle lotte contro il colonialismo e per l’indipendenza nazionale da altri continenti.
Nel corso dei suoi 80 anni di vita la FDIM ha continuato a far sentire la sua parola e ad unire le sue energie a quelle delle donne che in tutto il mondo hanno lottato per cancellare ogni forma di oppressione e discriminazione, per costruire un mondo più libero e solidale, più giusto e pacifico, più a misura di donna.
Nella Dichiarazione finale, emessa del Comitato direttivo della FDIM a conclusione dei suoi lavori e delle commemorazioni per gli 80 anni, si legge:
«Gli anniversari sono occasioni per guardare sia in avanti che indietro. Guardiamo indietro e rendiamo omaggio alle donne coraggiose e lungimiranti che s’incontrarono a Parigi nel 1945 per costituire la nostra Federazione. Guardiamo avanti con fiducia al crescente numero di giovani donne consapevoli che prendono il testimone della lotta per completare quello che le nostre fondatrici sognarono 80 anni fa. In questi 80 anni ci sono stati profondi cambiamenti per l’umanità e le donne hanno fatto passi da gigante in molti campi: sociale, economico, politico, culturale.
Ma oggi l’umanità di nuovo si trova ad affrontare gravi problemi. La guerra globale torna a minacciare questo pianeta. La spirale del riarmo, incluso quello nucleare e quello spaziale, potrebbe causare un disastro per il nostro pianeta e tutta l’umanità. Siamo nel mezzo di un drammatico aggravamento della crisi geopolitica globale, con grandi tensioni e una recrudescenza dell’offensiva imperialista, fascista e neoliberista, che ostacola lo sviluppo dei popoli e impedisce l’avanzamento dei processi di costruzione di un’alternativa mondiale multipolare al dominio pervasivo degli Stati Uniti e dei loro alleati/subordinati dell’UE e della NATO. Noi donne siamo al centro di tutte queste contraddizioni, che influenzano direttamente le nostre vite. “Mai più guerra, mai più fascismo” è di nuovo oggi la parola d’ordine che la FDIM e le sue organizzazioni affiliate lanciano per mobilitare le donne. Per noi donne la pace è un problema chiave. Solo con la pace possiamo esercitare i nostri diritti e fare la nostra parte nella crescita economica, sociale, civile, politica, culturale delle nostre società».
Ada Donno
Segreteria nazionale PCI









