Le parole del generale Dragone e la deriva bellicista

Il Partito Comunista Italiano esprime profonda preoccupazione per le recenti dichiarazioni del Generale Dragone che, per toni e contenuti, appaiono in aperta contraddizione con lo spirito dell’articolo 11 della Costituzione, che impegna la Repubblica a ripudiare la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e a operare per un ordine internazionale fondato sulla pace e la giustizia tra le Nazioni.

In una fase storica in cui la comunità internazionale dovrebbe concentrare ogni sforzo sulla de-escalation del conflitto in Europa orientale, tali affermazioni rischiano di aggravare ulteriormente un clima già estremamente teso. 

L’Italia non può permettersi che figure di alto profilo, inserite in strutture militari sovranazionali, assumano posizioni che sembrano spingere verso lo scontro invece che verso il negoziato.

Il PCI chiede pertanto al Governo italiano di assumersi con chiarezza le proprie responsabilità politiche: è indispensabile capire se le parole del Generale rappresentino opinioni personali, inammissibili in un ruolo di tale delicatezza, oppure se riflettano un orientamento più ampio dell’Esecutivo. 

In entrambi i casi, il Paese merita risposte trasparenti e immediate. L’Italia deve tornare ad essere un attore credibile nel sostegno alla pace, alla diplomazia, al multilateralismo e al dialogo. È questo il contributo che il nostro Paese dovrebbe offrire all’Europa e al mondo e che il PCI continuerà a rivendicare con determinazione, opponendosi a ogni deriva bellicista che rischi di trascinare il popolo italiano verso scenari sempre più pericolosi.

PARTITO COMUNISTA ITALIANO

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