Thyssen-Krupp, una strage infinita

Nella notte, fra il 5 e 6 dicembre 2007, 7 operai dello stabilimento di Torino, delle acciaierie Thyssen-Krupp, situato in C.so Regina Margherita, arsero vivi, in un immenso rogo, a causa del fatto che, non si era provveduto alla manutenzione dei flessibili in cui scorreva, ad altissima pressione, l’olio oleodinamico, necessario al funzionamento dell’impianto, cosicché, alcuni di quei flessibili si lacerarono ed una nube di olio bollente investì i lavoratori.

La vicenda della Thyssen-Krupp, nella sua drammaticità, dolorosità, e lunghezza temporale, per addivenire a sentenze di tribunale che riconoscessero, anche se limitatamente ed in modo parziale, le responsabilità dell’accaduto, è tuttavia, di per sé, paradigmatica di come, nello Stato borghese, sentinella del capitalismo, vengano trattate le questioni di “giustizia” che riguardano gli operai, i lavoratori, anche quando si tratta del massimo sacrificio della vita, per responsabilità dei dirigenti degli impianti produttivi capitalistici.

Interminabili lungaggini, tergiversazioni, concessioni di libertà in attesa del giudizio finale, che gridano vendetta alla memoria degli operai sacrificati sull’altare del profitto che, in tale sistema, viene sempre prima della tutela della vita umana.

C’è un modo certo, per rendere omaggio alla memoria degli operai della Thyssen-Krupp, e di tutti i caduti ed i feriti nei luoghi di lavoro, che stanno ritornando ad essere sempre più numerosi, ed è, oggi, senz’altro, la lotta per impedire che alcun velo di impunità, cali sui responsabili di tali orrendi delitti, accompagnata, tuttavia, dalla ripresa di un rinnovato e possente movimento di lotta operaio e popolare, contro lo strapotere e l’arroganza dei padroni e dei loro manutengoli, in fabbrica, negli uffici, nelle scuole, nei cantieri, nei campi, ed in ogni dove ci viene, ogni giorno ricordato, chi comanda, in questa società fondata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, da parte dei padroni e dei loro servi, con lo strumento del ricatto e della sopraffazione, verso chi produce, col proprio lavoro, tutta la ricchezza del Paese.

Questa è, anche, la vera base, sulla quale costruire, con solide fondamenta, l’alternativa politica, economica, sociale e culturale, al sistema socio-economico capitalistico ed al sistema politico che lo sorregge.

Per la libertà ed una vera democrazia popolare, come base di una società liberata da ogni forma di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e da ogni forma di oppressione di classe, di genere e di razza.

Per l’uguaglianza e la giustizia sociale, per tutti i popoli del mondo, sulla base di uguali diritti politici, economici, sociali e civili.

Per la pace, la sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli Stati del mondo intero, nell’ambito di un rinnovato sistema di relazioni internazionali, improntate al principio del reciproco vantaggio ed interesse e sul diritto universale all’autodeterminazione.

Contro e fuori dalla UE e dalla NATO, e da ogni altra alleanza Internazionale di tipo capitalista ed imperialista, e da ogni condizionamento del Fondo Monetario Internazionale e dei mercati finanziari internazionali.

Contro il capitalismo, l’imperialismo, per il socialismo!!!

DARIO ORTOLANO
Segretario provinciale PCI Torino

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