Sequestro di petroliera venezuelana da parte degli USA e aumento delle tensioni con Caracas

Compiendo uno spudorato atto di pirateria internazionale, che rappresenta un nuovo passo verso un’aggressione diretta al territorio della Repubblica Bolivariana del Venezuela, l’Amministrazione USA ha abbordato e sequestrato manu militari una petroliera della portata di 320.000 tonnellate lorde.

L’operazione sarebbe stata condotta congiuntamente dalle Forze Speciali, dai Marines e dalla Guardia Costiera statunitensi, con il pretesto che il greggio sarebbe stato inviato all’Iran, violando l’embargo USA nei suoi confronti.

Una portavoce dell’Amministrazione statunitense ha annunciato che la petroliera verrà fatta attraccare in un porto degli USA e che il petrolio verrà sequestrato, cioè rubato.

Come afferma in un comunicato l’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, “già nella sua campagna elettorale del 2024 Trump aveva affermato apertamente che il suo obiettivo è sempre stato appropriarsi del petrolio venezuelano senza pagare alcun corrispettivo in cambio, chiarendo che la politica di aggressione contro il nostro Paese risponde a un piano deliberato di depredazione delle nostre ricchezze energetiche. Questo nuovo atto criminale si aggiunge al furto di Citgo, importante risorsa del patrimonio strategico di tutti i venezuelani, sottratto attraverso meccanismi giudiziari fraudolenti e al di fuori di qualsiasi norma”.

Il Venezuela possiede la principale riserva petrolifera mondiale e il popolo dello Stato sudamericano, attraverso la PDVSA, ne è il proprietario.

Gli Stati Uniti affermano ormai chiaramente che intendono sottrarre al Venezuela questa risorsa. Durante la sua campagna elettorale presidenziale, Donald Trump ha affermato che i venezuelani sono seduti su un mare di petrolio e che agli USA tocca pagarlo per averlo.

La deputata repubblicana Salazar non avrebbe potuto essere più chiara. In un’intervista a Fox Business ha affermato che “per le compagnie petrolifere occidentali il Venezuela sarà un’occasione d’oro, generando oltre mille miliardi di dollari di attività economica. Faremo un favore alla nostra economia e alle nostre compagnie petrolifere”.

Poche ore dopo il sequestro della petroliera, il Presidente del Premio Nobel (assegnato a Corina Machado, leader dell’opposizione di destra e favorevole all’intervento militare USA) Jorgen Watne Frydnes ha invitato il legittimo Presidente eletto del Venezuela, Nicolas Maduro, a dimettersi. Ma nel frattempo un corteo non autorizzato formato da tantissime persone giunte da tutta Europa, ha sfilato ad Oslo contro l’ignobile assegnazione del premio Nobel per la pace, consegnato il giorno dopo alla Machado.

È in corso una manovra a tenaglia, coordinata a livello militare, mediatico e politico, che punta alla sovversione del Governo e della Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, cioè delle istituzioni nate dal libero voto dei cittadini e combattute da un’opposizione minoritaria che non ha esitato ad usare il terrorismo, il sabotaggio dei processi elettorali e l’invocazione dell’intervento militare

straniero.

La preparazione dell’attacco al Venezuela che, sotto il pretesto della lotta al narcotraffico (traffico nel quale il governo bolivariano non è coinvolto), è iniziata con lo schieramento di navi e marines USA in prossimità delle acque territoriali dello Stato sudamericano, ha visto l’uccisione di decine di pescatori e persone a bordo di piccole imbarcazioni, centrate dal fuoco USA con l’accusa non dimostrata che si sarebbe trattato di narcotrafficanti. Il sequestro della petroliera è un ulteriore passo su un piano inclinato di una corsa che sembra ormai inarrestabile.

Il popolo e le forze armate bolivariane reagiranno, con il sostegno di tutte le persone e le nazioni civili, contro l’imperialismo degli USA e il servilismo dei loro alleati, con l’Italia purtroppo in prima fila.

E così Donald Trump, che si vanta di aver fatto terminare molte guerre, ne sta per iniziare un’altra, minacciando anche il governo colombiano di Gustavo Petro e di fatto, per ora non esplicitamente, la stessa Cuba socialista.

Il Partito Comunista Italiano è impegnato a tutti i livelli possibili nella mobilitazione a sostegno della Rivoluzione Bolivariana e nella denuncia delle menzogne e “fake news” montate ad arte per giustificare l’aggressione dell’imperialismo statunitense al popolo venezuelano e alla sua rivoluzione.

Ancora una volta, come previsto dal “Libertador” Simon Bolivar nel 1829, “gli Stati Uniti sembrano destinati dalla provvidenza a precipitare l’America nella miseria in nome della libertà”.

PCI – Dipartimento Esteri

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