Partito Comunista Italiano
Il PCI al fianco dei Portuali contro l’economia di guerra

Il Partito Comunista Italiano ha partecipato e sostenuto lo sciopero internazionale dei porti che nella giornata di venerdì ha coinvolto numerosi scali italiani ed europei, da Genova a Livorno, da Trieste ad Ancona, fino a Marsiglia, Barcellona, Bilbao e altri porti del Mediterraneo e del Nord Europa. Una mobilitazione ampia e determinata, unita dallo slogan chiaro e inequivocabile: “𝗜 𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗲!”
Lo sciopero rappresenta una risposta concreta e dal basso all’economia di guerra che imperversa nel Mediterraneo e che vede l’Italia sempre più utilizzata come piattaforma produttiva e logistica per il transito di armamenti destinati a conflitti, occupazioni militari e repressioni. I portuali, organizzati e solidali a livello internazionale, hanno dimostrato come il protagonismo della classe lavoratrice possa incidere materialmente sui meccanismi della guerra, bloccando navi e traffici legati all’industria bellica.
Il PCI esprime piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dei porti che hanno incrociato le braccia per opporsi al coinvolgimento dei propri luoghi di lavoro nei traffici di armi, denunciando la militarizzazione dei porti, la privatizzazione delle banchine e l’uso della logistica civile a sostegno dei conflitti. In particolare, sosteniamo la richiesta di fermare le spedizioni di armamenti dirette verso il genocidio del popolo palestinese e verso ogni teatro di guerra, così come la richiesta di un embargo commerciale su Israele e l’opposizione ai piani di riarmo dell’Unione europea.
Questa mobilitazione dimostra che non si tratta di conflitti etnici o inevitabili, ma di uno scontro tra due modelli di società: da un lato il capitalismo militarizzato, patriarcale e predatorio; dall’altro la solidarietà internazionalista, l’autodeterminazione dei popoli, la difesa del lavoro, della pace e della dignità umana. In questo quadro si colloca anche la solidarietà alla resistenza del popolo palestinese e all’esperienza del confederalismo democratico in Rojava, oggi sotto un pesante attacco militare e politico.
Il Partito Comunista Italiano continuerà a rimanere al fianco dei portuali e di tutte le lavoratrici e i lavoratori che lottano per il controllo operaio sui processi produttivi, per la difesa dei salari, dei diritti, della salute e della sicurezza, e per fermare la macchina della guerra nei nostri territori. Costruire una geografia della resistenza significa partire da qui: dai porti, dai luoghi di lavoro, dalla solidarietà internazionalista.
Contro l’economia di guerra, per un Mediterraneo libero dai mercanti di armi, per la pace e l’autodeterminazione dei popoli.
PARTITO COMUNISTA ITALIANO












