Partito Comunista Italiano
Argentina, obbligati alla fatica

Nell’Argentina di Milei è stata approvata alla Camera una legge sul lavoro che legalizza lo sfruttamento intensivo di chi lavora.
Secondo tale legge, che dovrà essere approvata dal Senato, la giornata lavorativa potrà arrivare fino a 12 ore, il padrone potrà frazionare le ferie in periodi minimi di 7 giorni e decidere i periodi di riposo secondo le sue esigenze, i licenziamenti costeranno meno ai padroni innescando un meccanismo che molto probabilmente sottrarrà risorse al sistema pensionistico. In nome della flessibilità produttiva vengono stabilite condizioni di servitù inaccettabili tant’è che è scattato uno sciopero generale con manifestazioni di protesta contrastate dalle forze dell’ordine con la consueta brutalità permessa e incentivata dai governi liberisti. Un ritorno indietro nel tempo e nella sostanza che distrugge i diritti di chi lavora in nome del liberismo più sfrenato.
Questo succede in Argentina, un paese geograficamente lontano dal nostro, retto da un presidente che piace alla “nostra” Giorgia Meloni e noi non possiamo né dobbiamo rimanere indifferenti, anzi. In primo luogo, vogliamo esprimere la massima solidarietà a chi è sceso in lotta in Argentina. Ma dobbiamo anche dare l’allarme e vigilare perché anche nel nostro paese è in atto quella stessa trasformazione di lavoratrici e lavoratori da persone a strumenti che servono solo a produrre profitto per le oligarchie che comandano e perché l’onda dello sfruttamento spietato di persone e ambiente sta diventando sempre più minacciosa in tutto il mondo occidentale.
E noi non possiamo ritenerci indenni né restare indifferenti.
PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Dipartimento lavoro



