Ricchi: classifica dei miliardari

Mentre le guerre portano distruzione, povertà e morte. Mentre, nel nostro Paese, chi lavora diventa più povero. Mentre il sistema produttivo italiano è in crisi e privo di pianificazione e prospettive reali. Mentre i servizi pubblici, dalla sanità all’istruzione e ai trasporti funzionano sempre peggio perché si incentiva l’offerta privata. Mentre le risorse necessarie al benessere collettivo vengono trasferite a finanziare il riarmo e le guerre … mentre succede tutto questo (e altro) si viene a conoscenza che una esigua minoranza di persone possiedono ricchezze inimmaginabili. La nuova classifica dei miliardari diffusa da Forbes sbatte in faccia, a chi vuole vedere e capire, la realtà di come la disuguaglianza abbia raggiunto livelli altissimi. Guardiamo i dati: a inizio 2026 il più ricco del pianeta si conferma Elon Musk con 839 miliardi di dollari. Il patrimonio complessivo dei 3.428 imprenditori, investitori ed eredi che compaiono in classifica raggiunge i 20.100 miliardi di dollari, 4.000 in più rispetto all’anno scorso.

E in Italia? I primi cinque della lista sono Giancarlo Devasini (criptovalute Tether) con 89,3 miliardi seguito da Giovanni Ferrero (industria dolciaria) con 48,8 miliardi, Andrea Pignataro (Sotware finanziario) con 42,6 miliardi, Paolo Ardoino (criptovalute Tether) con 38 miliardi, Francesco Gaetano Caltagirone (costruzioni) con 11,1 miliardi, per un totale di 229,8 miliardi. I miliardari italiani sono 86 e il loro patrimonio complessivo è di 478,8 miliardi di dollari.

È tutto normale? Nel sistema capitalistico nel quale siamo immersi evidentemente sì. Lo è perché dà priorità alla ricchezza individuale e “se ne frega” del benessere collettivo.

Ma tutto questo è giusto? Non sembra proprio.

E, infine, possiamo è tollerabile una tale sperequazione tra chi lavora, non trova lavoro o ha lavorato e chi sostanzialmente specula, sfrutta il prossimo, è indifferente alla povertà altrui? Certamente non possiamo sperare nella provvidenza o in quello che potranno fare i miliardari o i loro sodali al governo del paese. Dobbiamo prendere coscienza e ricominciare a lottare per far valere i nostri diritti, quelli sanciti dalla Costituzione, quella nata dalla Resistenza che “lorsignori” vorrebbero cancellare.

GIORGIO LANGELLA
Comitato Centrale PCI

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