Per Mattia Battistetti

Oggi, dopo due anni da quando è iniziato il processo per la morte sul lavoro di Mattia Battistetti avvenuta il 29 aprile del 2021 a Montebelluna in un cantiere dell’azienda edile Bordignon, è stata emessa la sentenza di primo grado. Un omicidio sul lavoro che resta sostanzialmente impunito. Tre imputati sono stati assolti dal reato di omicidio colposo perché “il fatto non sussiste”. Altri tre imputati sono stati dichiarati colpevoli con una condanna a un anno e sei mesi di reclusione con pena sospesa.

Si abbia coscienza che a Mattia Battistetti, che aveva 23 anni quando fu schiacciato da un carico precipitato da una gru, è stata negata la giustizia. Si abbia coscienza che Mattia non è morto per una tragica fatalità o per sua disattenzione ma perché il, come tanti altri, sono veri e propri omicidi che restano, di fatto, impuniti.

Succede in un sistema Italia che mette al primo posto il profitto e la sicurezza sul lavoro viene considerata un costo, dove i diritti sul lavoro vengono progressivamente cancellati da legislatori senza scrupoli.

In questo momento vogliamo abbracciare la famiglia Battistetti che non riesce ad avere giustizia e che vive in un dolore senza fine, alimentato dalla impotenza di poter ottenere la dovuta giustizia.

Rifiutiamo le parole di circostanza e le promesse che verranno pronunciate da chi ha il potere di agire e non lo fa. Siamo stanchi di sentire, ad ogni tragedia sul lavoro, i “mai più” che abitualmente escono dalle bocche di chi governa il paese.

Ribadiamo che il problema non sono i giudici ma le leggi carenti e “di classe” che hanno aumentato la precarietà e l’insicurezza del lavoro e che devono applicare.

Vogliamo, infine, ribadire il nostro impegno a continuare la lotta perché venga riconosciuto il reato penale di omicidio sul lavoro e il fatto che la sicurezza sul lavoro sia la questione prioritaria che deve essere risolta in maniera decisa.

Dipartimento Lavoro

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