Grazie agli oltre 14 milioni di NO che hanno difeso la costituzione!

La netta vittoria del NO al referendum sulla giustizia rappresenta un segnale chiaro e inequivocabile: la Costituzione non si cambia per convenienza politica, ma si rispetta e si applica.

Nonostante una campagna referendaria condotta dal governo con un impiego massiccio di risorse, spesso oltre i limiti della correttezza istituzionale, i cittadini hanno scelto di difendere i principi fondamentali della nostra democrazia.

Ancora una volta, il popolo ha ribadito che intervenire sulla Costituzione è un atto delicato, che richiede rispetto per la sua storia e per il sacrificio di chi l’ha costruita e consegnata al Paese come fondamento della convivenza civile.

Con questo voto abbiamo salvaguardato l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, evitando il rischio di un primato della politica sulla giustizia, elemento incompatibile con uno Stato di diritto.

Particolarmente significativo è stato il contributo delle giovani generazioni: il 61% dei votanti tra i 18 e i 34 anni ha scelto il NO. Un dato che non solo rafforza la legittimità di questo risultato, ma indica con forza una domanda di futuro fondata su legalità, giustizia sociale e rispetto delle istituzioni democratiche.

Questo esito va letto senza ambiguità: è una bocciatura dell’indirizzo politico dell’attuale maggioranza e, allo stesso tempo, un rifiuto deciso di una riforma percepita come un attacco all’equilibrio tra i poteri dello Stato. Non si tratta di un semplice segnale, ma di una presa di posizione netta: cresce nel Paese una richiesta di cambiamento reale, che rimetta al centro il lavoro, l’uguaglianza, i diritti e la dignità delle persone.

La vittoria del NO è quindi anche un punto di partenza. Il passo successivo non può che essere la moralizzazione della politica: in un Paese civile, chi è coinvolto in vicende giudiziarie gravi o condannato non può governare né pretendere di riscrivere le regole democratiche, tanto meno quelle che riguardano la giustizia.

Rispettare e attuare la Costituzione significa anche difendere il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro, contrastare ogni forma di sfruttamento, garantire la parità di genere, tutelare l’ambiente e assicurare un sistema sanitario efficiente e accessibile. Significa, in definitiva, dare piena attuazione ai principi di giustizia sociale e democrazia sostanziale su cui si fonda la Repubblica.

Questa vittoria appartiene a tutte e tutti coloro che, con impegno e convinzione, hanno contribuito a questo risultato. È il segno che un’alternativa è possibile e che una parte sempre più ampia del Paese è pronta a costruirla.

Partito Comunista Italiano

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