Dopo 6 mesi e 20 giorni si è concluso il Commissariamento della Federazione

Metropolitana di Roma del PCI.

Con la Conferenza Straordinaria di Federazione si è concluso domenica 29 marzo il processo di ricostituzione della Federazione Metropolitana di Roma del PCI sviluppato sotto l’egida del Commissariamento deciso dal Comitato Politico Regionale del Lazio il 9 settembre 2025.

Sono stati nominati i nuovi organismi dirigenti: Compitato Politico Federale, presieduto dalla compagna Cristina Cirillo, il Segretario di Federazione, compagno Marco Morosini e il Tesoriere di Federazione, compagno Giovanni Bucolo. Il segretario presenterà a breve la proposta di Segreteria al Comitato Politico Federale.

In questi sei mesi sono state riattivate le Sezioni del PCI a Marino, Genzano, Ariccia – Albano, San Cesareo – Colonna, Roma Città e Monterotondo ed è stata attivata una cellula del PCI a Labaro, oltre ad attivare contatti con altre situazioni politiche ed associative che potrebbero portare ad ulteriori convergenze nel breve periodo.

Le compagne ed i compagni che operano in queste realtà politiche hanno:

– continuato a fare politica sui loro territori avendo come riferimento la linea politica del PCI;

– attivato le relazioni con il sottoscritto in quanto Commissario politico del PCI per la ricostituzione della Federazione Metropolitana di Roma;

– accettato, come ogni buon comunista, di riconoscersi nello Statuto e sviluppare la Linea Politica approvata al Congresso di Forlì nel 2025;

– avviato il tesseramento delle iscritte e degli iscritti (è in corso il tesseramento 2026, sono state per ora distribuite 150 tessere ed è molto probabile che ne serviranno altre);

– raggiunto e superato la quota necessaria per dare vita alle assemblee delle iscritte e degli iscritti che hanno nominato gli organismi dirigenti delle sezioni ed i delegati alla Conferenza Straordinaria di Federazione.

Parliamo di Conferenza Straordinaria di Federazione, ai sensi del vigente Statuto del PCI, perché da un lato il 9 settembre 2025 con l’avvio del Commissariamento della Federazione Romana da parte del Comitato Politico Regionale del Lazio tutte le cariche politiche nel territorio della Provincia di Roma sono decadute mentre l’esodo dal Partito di alcuni dirigenti, che come nel caso di Monterotondo e di Labaro non sono stati seguiti dagli iscritti, ha comportato la necessità di dare vita ad   un evento congressuale, per l’appunto straordinario,  al fine di rinnovare gli organismi dirigenti e riattivare la normale dialettica politica prevista dallo Statuto.

Dal punto di vista del PCI si tratta di un passaggio molto rilevante sul piano politico che conferma le qualità dei militanti comunisti nella provincia di Roma, capaci, in una congiuntura segnata dalla guerra capitalista e dalla sfrenata deriva reazionaria del governo Italiano, di fare la cosa giusta, cioè collocarsi nella dialettica politica del Partito Comunista Italiano.

Un esempio per le molte ed i molti che ancora continuano a fare “i senza partito”, annebbiati dall’auto referenzialità e da un rifiuto della militanza centrato sull’individualismo narcisistico, che fa loro preferire il trastullarsi con pratiche ed aggregazioni politiche tanto locali quanto inefficaci per contrastare i drammatici processi bellici e il dilagante sfruttamento di classe, genere, etnia, ambiente e vita che pure li colpisce e li angoscia.

Un comportamento incomprensibile che auspichiamo porti a riflessioni e scelte di rottura con l’auto referenzialità ancora molto diffusa a Roma, un regalo sostanziale alle classi dominanti.

Il PDF allegato contiene le slides presentate da me presentate nella Relazione che ha aperto i lavori.

Carlo Romagnoli
Commissario Politico uscente del PCI per la ricostituzione della Federazione Metropolitana di Roma

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