Partito Comunista Italiano
PCI Ancona: no banchina grandi navi da crociera al porto antico

C’era anche il PCI all’iniziativa del 29 marzo davanti alla Fontana dei Due Soli al porto Antico di Ancona, organizzata dalla Piattaforma “Porto Ambiente Salute Lavoro” alla quale anche la nostra sezione aderisce.
Il PCI con coerenza ha elaborato le proprie valutazioni di contrarietà al progetto di banchinamento del Molo Clementino per le grandi navi da crociera, traducendole in prese di posizione e comunicati stampa pubblicati sulla stampa e i social network, e partecipando ad iniziative unitarie assieme ad altri soggetti politici e associazioni che condividono le nostre posizioni.




La trasmissione delle nostre Osservazioni al MASE è solo l’ultima, in ordine di tempo delle iniziative che il nostro partito porta avanti da almeno da 7 anni. Abbiamo depositato schematicamente i motivi che a nostro avviso devono impedire l’approvazione della Variante Localizzata sottoposta a VIA e VAS al Ministero dell’ambiente. Il primo motivo risiede proprio nel fatto che la variante stessa NON è affatto localizzata! Il banchinamento del Molo Clementino produrrebbe una trasformazione urbanistica estesa e impattante per tutta la città.
Abbiamo contestato che le “misure compensative” di tale impatto menzionate nel Progetto, sono inesistenti o aleatorie: Il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) non esiste o si basa su dati e premesse ignote; il potenziamento del Trasporto pubblico locale (TPL) invocato dall’Autorità portuale come risolutivo per trasportare i crocieristi, altro non è se non una chimera, dato il grave stato di crisi di Conerobus; la fattibilità economica e tecnica del Cold Ironing non è dimostrata, considerato che ad una grande nave da crociera che staziona in porto servono almeno 15 KWh e che ancora non sono funzionanti le centraline già finanziate per le altre banchine, perché incomplete.
Insostenibile sarebbe l’impatto sulla viabilità e il traffico: la situazione odierna è quella di una città già congestionata, per la sua peculiarità geografica e per la direzionalità della strada di accesso al Porto; l’imbarco e lo sbarco di 3500 crocieristi e l’approvvigionamento delle grandi navi al Molo Clementino significherebbe un aumento esponenziale degli ingorghi di traffico. Lo stazionamento delle grandi navi davanti a Fincantieri, con le emissioni nocive che ne deriverebbero, produrrebbero un gravissimo impatto sulla salute dei cittadini residenti e dei 6.500 lavoratori del porto, in particolare di quelli che lavorano in Fincantieri (3600), dove già la scorsa estate vi furono malori fra gli operai per le condizioni di lavoro e ambientali.
Il progetto banchina grandi navi altro non è che un grande affare per la multinazionale MSC: a fronte di un investimento pubblico di 100 milioni di euro, MSC pagherebbe un canone ridicolo, 3,5 milioni di euro diluiti in 35 anni; la stessa Autorità portuale ha stimato 15 milioni annui di danni sociali (sanitari e ambientali) a scapito della collettività.
Non possiamo dimenticare infine il danno che si produrrebbe sul patrimonio architettonico, storico e culturale al porto storico disegnato dal Vanvitelli. E stavolta ci “appelliamo” a Pasolini, il grande intellettuale comunista il cui 50esimo anniversario dell’assassinio è stato ricordato pochi mesi fa. Pasolini ci metteva in guardia dagli effetti del neocapitalismo predatorio sui centri storici delle città. E se la variante localizzata verrà realizzata, con annesso hub crocieristico fotocopia di altri hub sparsi nei principali porti del mondo, questo porterà proprio al tipico processo di omologazione culturale ed antropologica descritta da Pasolini, quello cioè in cui le differenze non esistono, in cui anche le masse sono indistinte e passive, in cui anche la lotta politica è svuotata di senso. Una spiegazione che calza anche per la nostra azione, che si tenta di marginalizzare in nome del “non portare simboli”, per tentare di piacere a tutti. Una versione della politica che non ci piace, perché non è l’assenza di bandiere a creare unità, ma la convergenza di valori ed obiettivi.
Roberta Coletta
PCI sez. di Ancona



