Partito Comunista Italiano
Siamo ad un passo dal baratro, fermiamoli!

La tregua concordata nella giornata di martedì tra Stati Uniti ed Iran, con la mediazione del Pakistan ed una sempre più evidente regia cinese, ha riacceso la speranza che si possa porre fine alla guerra di aggressione che gli USA ed Israele hanno scatenato nelle scorse settimane nei confronti della Repubblica Islamica, con motivazioni presto rivelatesi pretestuose, da loro stessi ripetutamente contraddette, e che, come previsto, si è presto allargata all’intera area medio orientale, con le note pesanti ripercussioni sul piano finanziario ed economico con le quali tutti sono stati chiamati a fare i conti.
Si tratta di una tregua fragile, anche e soprattutto in ragione del fatto che, come sottolineato da molteplici analisti, la stessa è per tanta parte “subita” da Israele, che avrebbe voluto continuare nell’attacco, come peraltro dimostra la sua scelta di non considerarla comprensiva anche del Libano, nonostante le affermazioni dei mediatori (le dichiarazioni di Trump al riguardo sono state tali da avvalorare la convinzione di molti circa un ruolo, un peso di Netanyahu nell’intera vicenda superiore a quello che lo stesso gli riconosce formalmente).
L’auspicio dei più è che essa tenga e che dai colloqui che dovrebbero prendere il via nella giornata di domani ad Islamabad, tra la delegazione statunitense e quella iraniana, si apra la strada ad una pace duratura e globale nella regione.
Ad oggi è un dato di fatto che nessuno dei proclami con i quali gli USA ed Israele hanno accompagnato la loro criminale azione in spregio al diritto internazionale, si è tradotto in realtà, anzi, in diversi casi ha finito con il risolversi nel suo contrario.
Come noto dell’attacco in questione non è stata avvertita l’Unione Europea e con essa, con poche eccezioni, tra le quali non figura l’Italia, i Paesi che la compongono, a conferma della scarsa considerazione degli USA (e di Israele) nei loro confronti, nonostante si siano prodigati a più riprese ad assecondarne le politiche.
Un atteggiamento che permane anche relativamente all’ipotesi di un accordo tra le parti belligeranti. Ciò che balza agli occhi è l’inconsistenza della UE, dei Paesi membri, con pochi distinguo (il governo spagnolo di Pedro Sanchez su tutti) sulle grandi questioni che connotano la geopolitica, una volta di più confermata dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, che si è limitata ad esprimere parole di ringraziamento nei confronti del governo pakistano.
Al di là di questa o quella affermazione di Donald Trump, che non è un “incidente di percorso” nella storia americana, bensì il prodotto della degenerazione di tale “democrazia”, ciò che si evidenzia è che gli USA sono sempre più immersi nella loro politica imperialista, e che Israele, con il loro appoggio, è divenuto ciò che è, ossia uno Stato sempre più preda di una deriva sionista, illiberale, fascista.
Uno Stato che continua nella politica genocida nei confronti del popolo palestinese, e che con l’attacco al Libano (l’obbiettivo resta quello della grande Israele) conferma di muoversi in spregio al diritto internazionale, alla Carta delle Nazioni Unite, di perpetrare crimini di guerra, ancora una volta senza che da parte dell’Occidente si vada oltre timide parole di circostanza, si mettano in atto azioni di reale contrasto, a partire dall’interruzione delle forniture militari, dall’adozione di sanzioni, ossia atti concreti che rompano con la doppia morale, il doppio pesismo che hanno acuito il solco tra lo stesso ed il resto del mondo.
Quanto stà accadendo in Iran ed in Libano, ciò che è accaduto recentemente in Venezuela, che si prospetta in relazione a Cuba, etc. confermano che i veri nemici della pace sono e restano gli USA, Israele ed i loro alleati, la NATO ( al di là delle posizioni espresse da Trump in merito ad un’alleanza della quale, di fatto, gli USA hanno la guida).
Come Partito Comunista Italiano ci opponiamo a tale politica imperialista, colonialista, insistiamo per la soluzione politica, negoziata dei conflitti, rivendichiamo il diritto dei popoli all’autodeterminazione, a decidere liberamente del proprio futuro.
La deriva bellicista in atto va fermata, ciò che sta accadendo spinge in direzione del baratro, occorre rimettere al centro la pace prima che sia troppo tardi.
Partito Comunista Italiano



