Partito Comunista Italiano
No alla riforma degli istituti tecnici. Il 7 maggio sciopero nazionale

Il Governo conferma la riforma degli Istituti Tecnici, compresa l’entrata in vigore a settembre 2026, costringendo le scuole a predisporre un organico che non tiene conto della scelta di famiglie e studenti all’atto dell’iscrizione.
E allora è sciopero nazionale indetto per il 7 Maggio dalla FLC CGIL e altre sigle sindacali con l’adesione della Rete degli studenti medi.
La parola d’ordine è FERMARE UNA RIFORMA SCELLERATA
- che taglia le ore di insegnamento sia di cultura generale che quelle professionalizzanti;
- che accentua la cosiddetta “personalizzazione del curricolo”, con quote di “flessibilità” subordinate alle esigenze delle imprese, che mette a rischio il carattere formativo dell’istruzione tecnica e il valore legale del titolo di studio;
- che subordina i programmi scolastici alle esigenze delle imprese attraverso l’aumento delle ore di addestramento al lavoro;
- che riduce gli organici del personale docente.
Il PCI conferma netta contrarietà ad una “riforma” voluta dal governo Draghi e dall’attuale governo che rappresenta l’ennesimo attacco alla qualità dell’istruzione pubblica e ne chiede il ritiro.
Dipartimento Istruzione PCI



