Precariato personale ATA delle scuole: condannata l’Italia

Con la sentenza del 13 maggio 2026 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato incompatibile con il Diritto Europeo il sistema italiano di utilizzo dei contratti a tempo determinato per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) delle scuole statali.

Sotto accusa è il sistema di reclutamento del personale ATA che produce precariato permanente. In sostanza, come più volte hanno denunciato il PCI e le organizzazioni sindacali, i rapporti di lavoro precari non sono utilizzati solo per coprire supplenze brevi, ma anche su posti vacanti permanenti o di lunga durata, che ogni anno sono decine di migliaia.

In particolare, i giudici europei hanno rilevato che:

  • la normativa italiana non prevede né una durata massima dei rapporti a termine né un limite al numero di rinnovi dei contratti del personale ATA;
  • il requisito dei due anni di servizio necessario per partecipare ai concorsi finisce per incentivare il ricorso reiterato ai contratti a tempo determinato anche per esigenze strutturali e permanenti;
  • il sistema italiano non offre strumenti effettivi di prevenzione e contrasto dell’abuso nella reiterazione dei rapporti a termine del personale ATA.

Gravi sono le responsabilità del Governo Meloni e dei governi precedenti per i tagli sistematici al personale e per non aver programmato i concorsi e le assunzioni a tempo indeterminato sulla base delle effettive esigenze delle scuole.

Chiediamo l’immediata stabilizzazione del personale precario e un sistema di reclutamento che garantisca stabilità e diritti a decine di migliaia lavoratrici e lavoratori.

Dipartimento Istruzione PCI

Condividi