Partito Comunista Italiano
Non sulla pelle dei malati: il governo tenta di smantellare il diritto alla cura per anziani, disabili, e malati non autosufficienti

Non sulla pelle dei malati: il governo tenta di smantellare il diritto alla cura per anziani, disabili, e malati non autosufficienti
Il Governo Meloni, con il sostegno della Lega e della maggioranza di destra, ha tentato un colpo gravissimo contro i diritti dei più fragili: anziani non autosufficienti, malati di Alzheimer, persone con gravissime disabilità, cittadini ricoverati nelle RSA o assistiti a domicilio.
In Commissione Sanità del Senato è stato infatti approvato un emendamento al DDL 1241 che modifica l’articolo 30 della Legge 730 del 1983, restringendo drasticamente ciò che il Fondo Sanitario Nazionale deve garantire ai cittadini.
La norma oggi stabilisce un principio fondamentale: il Servizio Sanitario Nazionale copre non solo le prestazioni strettamente mediche, ma anche quelle socio-assistenziali strettamente connesse alla cura. Significa assistenza integrata: igiene personale, mobilizzazione, aiuto nell’alimentazione, supporto continuativo per pazienti non autosufficienti.
L’emendamento voluto dalla maggioranza cambia invece una parola decisiva: introduce il termine “esclusivamente”, limitando la copertura pubblica alle sole attività di rilievo sanitario.
Tradotto in termini concreti: lo Stato rischia di lavarsene le mani su tutto ciò che rende una persona malata ancora trattata come un essere umano.
Per un malato di Alzheimer significa che l’assistenza quotidiana potrebbe ricadere economicamente sulle famiglie.
Per un tetraplegico assistito a domicilio significa pagare di tasca propria aiuti essenziali.
Per migliaia di anziani in RSA significa vedersi scaricare addosso rette insostenibili.
Ed è ancora più grave il fatto che il testo prevedeva anche una applicazione retroattiva ai procedimenti giudiziari in corso.
Una norma del genere non è una semplice modifica tecnica. È una scelta politica precisa: trasformare il diritto alla salute in un privilegio per chi può permetterselo.
Chi è ricco continuerà a curarsi.
Chi non ha soldi dovrà indebitarsi, vendere casa, impoverire i figli oppure rinunciare all’assistenza.
È il contrario dell’idea stessa di sanità pubblica nata con il Servizio Sanitario Nazionale.
Per anni la giurisprudenza italiana ha riconosciuto che, nei casi di gravissima non autosufficienza, le prestazioni assistenziali sono parte integrante della cura sanitaria. La Cassazione ha più volte stabilito che non si può separare artificialmente la terapia dall’assistenza necessaria a renderla possibile. Eppure il governo ha provato a riscrivere tutto, in silenzio, dentro un emendamento tecnico, senza alcun confronto pubblico con cittadini, associazioni, famiglie e operatori sanitari.
Successivamente, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche e giuridiche, l’emendamento risulta essere stato contestato e sostanzialmente accantonato nel percorso parlamentare.
Ma questo non tranquillizza affatto; resta un fatto politico enorme: ci hanno provato.
Hanno tentato di ridurre il perimetro della sanità pubblica colpendo chi non può difendersi: anziani fragili, disabili gravissimi, malati neurodegenerativi, famiglie già stremate economicamente e psicologicamente. E lo hanno fatto mentre ogni giorno si riempiono la bocca di “difesa della famiglia” e “centralità della persona”.
La verità è che una società si giudica da come tratta chi è più debole. E qui siamo davanti all’ennesimo segnale di uno Stato che arretra, scarica costi sui cittadini e trasforma la cura in un lusso.
Come PCI Sanità denunciamo con forza questa deriva.
Difendere la sanità pubblica significa difendere la dignità umana.
Significa affermare che nessun anziano deve essere lasciato sporco perché non ha denaro.
Che nessun malato deve essere abbandonato a letto perché la famiglia non può pagare. Che la non autosufficienza non può diventare una condanna economica.
Il diritto alla cura non si tocca! Chi governa dovrebbe vergognarsi anche solo di aver pensato una misura simile.
Franco Cirillo
Dipartimento Stato sociale PCI



