Il PCI per la gestione pubblica del Trasporto Locale attraverso un’azienda unica

Il Trasporto Pubblico Locale è la seconda voce di bilancio della Regione per importanza. Ma non funziona come dovrebbe per garantire il diritto alla mobilità e la sostenibilità ambientale.
Assistiamo invece al continuo depotenziamento del servizio: cancellazione o riduzione di corse, sovraffollamento sulle linee di trasporto di lavoratori e studenti, emarginazione delle zone periferiche.

Le Marche sono la Regione con la più bassa quota pro capite di risorse statali destinate al TPL, inferiore del 40% rispetto alla media nazionale.
Nelle Marche ci sono più di 30 gestori, gran parte dei quali con meno di 5 dipendenti, con una frammentazione del servizio irrazionale.

Quest’ anno la gestione deve andare a gara: il rischio è di cedere la maggior parte del servizio ai privati che per perseguire il proprio profitto tagliano le corse considerate meno remunerative e il costo del lavoro, scaricando quindi sugli utenti e sui lavoratori l’aumento dei costi e la crisi del TPL.
Noi del PCI proponiamo un’unica Azienda interamente pubblica a livello regionale. E’ il solo modo per scongiurare realmente la privatizzazione del servizio.

Il D.Lgs 201/2022, pur concepito per favorire le privatizzazioni, consente l’affidamento diretto del servizio ad una Azienda unica pubblica. È questa la via da percorrere.
Un’unica Azienda pubblica consentirebbe un servizio più razionale e anche di contenere i costi di funzionamento, evitando gli sprechi e la moltiplicazione delle cariche sociali, con cui si alimenta il sottobosco del clientelismo politico e si peggiora la funzionalità del servizio.

Questa la proposta del PCI, chiara e fattibile, che viene perseguita anche in altre Regioni. Pretendiamo una risposta da parte della Giunta e del Consiglio regionale (maggioranza e opposizione) e da parte dei Sindaci, che finora hanno taciuto.

ROBERTA COLETTA
segretaria PCI Ancona

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