Partito Comunista Italiano
Provocazioni neofasciste e sciacallaggio della destra?

La narrazione mediatica e politica costruita nelle ultime ore attorno ai fatti del Centro Storico rappresenta l’ennesima operazione di intossicazione della realtà. Un episodio di cronaca nella movida cittadina viene frettolosamente trasformato dalla destra in un’emergenza di ordine pubblico per spalancare le porte alle ronde dei cosiddetti “volontari per la sicurezza” e per rilanciare la consueta e reazionaria retorica xenofoba della “reimmigrazione”.
Servono invece lucidità ed equilibrio per ricomporre la verità dei fatti e non cadere nella trappola delle provocazioni.
I tifosi spagnoli giunti in città si trovavano a Genova per la partita amichevole contro il Genoa – squadra legata da uno storico rapporto di amicizia – ed erano arrivati con un giorno d’anticipo proprio per cogliere l’occasione di rendere omaggio e commemorare la figura di Claudio Spagnolo (“Spagna”), il giovane tifoso rossoblù e simbolo dell’antifascismo militante ucciso nel 1995. Un contesto che intreccia in modo indissolubile il tifo e i valori dell’antifascismo internazionale.
Alla luce di questi elementi, non si può affatto escludere la pista di un’aggressione premeditata da parte di ambienti neofascisti. Un blitz studiato per cogliere due piccioni con una fava: da un lato colpire fisicamente una delegazione antifascista camuffando l’aggressione dietro la solita etichetta degli “scontri tra ultras”; dall’altro creare ad arte il pretesto per alimentare la psicosi del degrado, attaccare la giunta ed esigere il controllo militare delle strade mediante ronde di chiara matrice reazionaria.
Sia chiaro: il Partito Comunista Italiano non fa e non farà mai sconti all’amministrazione della sindaca Salis. Continuiamo a contestare duramente una linea politico-amministrativa d’impronta filo-renziana, appiattita su posizioni di centro e sostenuta da un sedicente centro-sinistra subalterno che ha rinunciato a governare e a difendere le classi popolari. Ma la legittima e necessaria opposizione di classe a questa giunta non deve mai farci perdere la bussola politica né farci scivolare nel tranello della destra.
La vera sicurezza per i cittadini di Genova non si costruisce con il vigilantismo di quartiere o con la caccia al diverso, ma restituendo diritti, casa, lavoro e presidio sociale ai caruggi. Per questo motivo lanciamo un appello chiaro e fermo alle istituzioni e agli organi inquirenti: l’ipotesi di un blitz neofascista non è un dettaglio secondario, ma un’eventualità concreta che non può e non deve essere accantonata.
Fino a quando la matrice di estrema destra non sarà del tutto ed inequivocabilmente esclusa dalle indagini, la città deve mantenere altissima la guardia di fronte al rischio reale di provocazioni squadriste.
Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, saprà respingere le ronde e smascherare ogni manovra reazionaria, tenendo sempre vigile la consapevolezza antifascista del suo popolo.



