Partito Comunista Italiano
Per un voto uguale. Per una legge elettorale conforme alla costituzione

L’iniziativa del Governo di presentare una nuova proposta di legge elettorale, con l’obiettivo dichiarato di garantire maggiore stabilità e, di fatto, di favorire la permanenza dell’attuale maggioranza al governo, non è necessaria ed è profondamente sbagliata.
Il problema, infatti, non è quello di costruire l’ennesimo sistema elettorale pensato per garantire la stabilità di chi governa, ma quello di restituire piena dignità al voto dei cittadini e cittadine e di ricondurre la legge elettorale ai principi della Costituzione.
La Costituzione del 1948 stabilisce con chiarezza che il voto è personale, libero, segreto e soprattutto uguale. Questo principio non può essere considerato una semplice enunciazione formale: significa che ogni voto deve avere lo stesso peso e che ogni cittadino deve poter concorrere, attraverso il proprio voto, alla formazione della rappresentanza parlamentare.
È proprio su questo terreno che le leggi elettorali approvate negli ultimi decenni, tanto dalla destra quanto dal centrosinistra, hanno prodotto una progressiva alterazione della rappresentanza democratica.
Premi di maggioranza e soglie di sbarramento, pur con modalità e percentuali differenti, hanno introdotto un meccanismo nel quale il voto di alcuni cittadini finisce per pesare più di quello di altri. Il premio di maggioranza altera il rapporto tra voti ricevuti e seggi assegnati; lo sbarramento, in modo ancora più radicale, può trasformare migliaia o centinaia di migliaia di voti in nessuna rappresentanza parlamentare.
Se il premio di maggioranza altera il peso del voto, lo sbarramento può addirittura cancellarne il valore politico.
È questo il punto fondamentale che il PCI intende porre al centro della discussione.
Non esistono voti utili e voti inutili. Esistono voti espressi liberamente da cittadini e cittadine che devono essere tutti considerati allo stesso modo.
La retorica del cosiddetto “voto utile”, alimentata per anni tanto dalla destra quanto dal centrosinistra, ha contribuito a restringere il pluralismo politico dentro un sistema sempre più rigidamente bipolare, nel quale forze diverse finiscono spesso per convergere sulle questioni fondamentali, a partire dalle politiche economiche, dagli interessi del grande capitale e dall’inserimento dell’Italia nel sistema politico e militare euroatlantico.
Questa concezione ha prodotto rendite di posizione, opportunismi e trasformismi, riducendo progressivamente gli spazi della rappresentanza e della partecipazione politica.
E quando a una parte crescente dei cittadini viene fatto credere che il proprio voto non possa realmente cambiare nulla, il risultato non può che essere quello che vediamo ormai da anni: l’allontanamento dalla politica e una astensione elettorale sempre più estesa.
La crisi della partecipazione democratica non si combatte restringendo ulteriormente la rappresentanza. Si combatte restituendo valore al voto.
Per questo il PCI sostiene una proposta semplice e coerente con i principi costituzionali: una legge elettorale proporzionale, senza premio di maggioranza e senza sbarramenti, nella quale ogni voto concorra alla formazione della rappresentanza parlamentare.
Non chiediamo una legge elettorale costruita per garantire la permanenza al potere di una maggioranza o per impedire ad altre forze politiche di entrare in Parlamento.
Chiediamo una legge che garantisca ai cittadini il diritto di essere rappresentati.
La questione non riguarda soltanto le regole con cui si elegge il Parlamento. Riguarda la qualità della nostra democrazia e il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Il referendum sulla giustizia, fortemente voluto dalle destre e sostenuto con arroganza dal Governo, ha restituito un messaggio politico che non può essere ignorato: la Costituzione non deve essere piegata alle esigenze di chi governa, ma rispettata e pienamente attuata.
Una delle battaglie fondamentali per difendere e attuare la Costituzione è dunque quella per ripristinare il pieno valore del suffragio universale e paritario, garantendo che ogni cittadino disponga dello stesso peso nella scelta dei propri rappresentanti.
Il PCI chiama perciò le forze autenticamente democratiche, progressiste, antifasciste, pacifiste e popolari a mobilitarsi.
Non per costruire l’ennesimo artificio elettorale, ma per riaffermare un principio elementare: una testa, un voto; un voto, un uguale diritto alla rappresentanza.
La democrazia non ha bisogno di premi che trasformino minoranze elettorali in maggioranze parlamentari. Non ha bisogno di sbarramenti che cancellino il pluralismo. Non ha bisogno di coalizioni obbligate e di un eterno ricatto fondato sul voto “utile”.
Ha bisogno di partecipazione, rappresentanza e uguaglianza.
Per questo la battaglia per una legge elettorale proporzionale e senza sbarramenti deve diventare una battaglia generale per la difesa della Costituzione nata dalla Resistenza.
Una battaglia che deve unire tutte le forze che non intendono accettare una democrazia sempre più impoverita, nella quale il diritto di scegliere viene progressivamente sostituito dalla necessità di scegliere soltanto tra ciò che il sistema considera ammissibile.
Il PCI è pronto a fare la propria parte, promuovendo una mobilitazione ampia e unitaria.
Per il voto uguale.
Per il pluralismo.
Per la rappresentanza.
Per la Costituzione.
Per una legge elettorale proporzionale e senza sbarramenti.
Perché la democrazia non si difende scegliendo chi deve vincere prima ancora che i cittadini votino.
Si difende garantendo che ogni voto abbia lo stesso valore.
PARTITO COMUNISTA ITALIANO



