Per un’istruzione pubblica che promuova la pace, l’uguaglianza, la democrazia

Dovrebbe essere pilastro di democrazia e di uguaglianza, oggi invece la scuola è un contenitore fragile, lasciata sola a gestire le disuguaglianze e un disagio giovanile sempre più esteso.

Le istituzioni educative perdono autorevolezza perché sistematicamente indebolite da anni di controriforme, che portano i nomi dei ministri e capi di governo, Gelmini, Renzi, Valditara.

All’enorme aumento delle spese per il riarmo corrispondono i tagli all’istruzione pubblica. La scuola viene chiamata a “includere”, “prevenire”, “educare”, ma senza le risorse necessarie, senza personale di supporto, senza una visione pedagogica conforme alla Costituzione. E mentre la scuola pubblica affonda tra classi sovraffollate, carenze strutturali e precarietà, il Governo continua ad erogare ogni anno centinaia di milioni di euro alle scuole private in barba all’art. 33 della Costituzione.

La destra neofascista vorrebbe piegare la scuola alla sua ideologia, educare al militarismo, al nazionalismo, al suprematismo occidente centrico, al dominio gerarchico e al patriarcato. Vanno in questa direzione la riforma degli Istituti Tecnici (già predisposta dal governo Draghi) e le Nuove Indicazioni per il primo ciclo di istruzione e per i Licei.

Si registrano sempre più invadenti ingerenze governative nell’attività delle comunità scolastiche e nelle università, attacco alla libertà di insegnamento, azioni disciplinari contro studenti e insegnanti che esprimono idee non conformi alla linea del governo.

Inquietante è la sempre più pervasiva presenza di rappresentanti delle forze armate e delle industrie di armi nelle scuole e nelle università per favorire l’accettazione del militarismo e della guerra; non si tratta di una presenza estemporanea, ma di un vero e proprio programma formalizzato dai governi Renzi e Gentiloni fino a quello attuale di Meloni, che dimostra una convergenza di orientamenti in quello che si qualifica sempre più in Italia come un falso bipolarismo.

Il Partito Comunista Italiano propone un’alternativa fondata sui principi della Costituzione: giustizia e solidarietà sociale, ripudio della guerra e di ogni forma di suprematismo e di razzismo.

  • Fermare le scellerate “riforme” degli ordinamenti e dei programmi, per una scuola laica, pubblica e gratuita per tutte e tutti, che fornisca una formazione uguale su tutto il territorio nazionale, un sapere libero dall’impronta patriarcale, suprematista e classista;
  • Più risorse all’istruzione pubblica e ai servizi educativi dei territori; stabilizzazione del personale scolastico; stop ai finanziamenti alle scuole private;
  • per un’educazione sessuale e affettiva universale, contrastando stereotipi culturali e ogni forma di discriminazione e di violenza;
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