La 50esima Festa do Avante – Una festa popolare che resiste e va avanti nella reazione antipolitica europea

È ormai consolidata la presenza del PCI – Partito Comunista Italiano alla Festa do Avante promossa dal PCP – Partido Comunista Português, un evento nazionale e di popolo, arrivato alla sua cinquantesima edizione, di estremo rilievo in Portogallo ma anche in Europa e nel mondo, che permette l’incontro e il coordinamento di forze comuniste e progressiste a livello europeo e mondiale. L’evento si tiene ogni anno nell’ampia area verde ad Amora, di fronte alla Baia di Lisbona, sul fiume Tago (ò rio Teju), con migliaia di volontari da tutte le regioni del Portogallo intenti a costruire un momento di condivisione popolare e politico, con stand di artigianato, gastronomici e culturali delle diverse regioni di provenienza. All’interno della Festa vi è stabilmente lo “spazio internazionale” dove i partiti comunisti e di progresso di tutto il mondo si incontrano e prendono parte con i loro stand a questa festa collettiva.

Lo stand del Partito Comunista Italiano è stato tenuto e organizzato, con una riconosciuta presenza, dalla valida squadra di compagni e compagne organizzati dalla sezione Tina Modotti di Ancona del PCI: materiale di propaganda e culinario, con il servizio di ottima pasta, vini e liquori nello spazio internazionale, hanno dimostrato la continuità di quella ospitalità italiana che conquista ogni anno i visitatori portoghesi, con una cultura organizzativa che 10 anni fa il compianto compagno Paolo Tomassoni, scomparso l’anno scorso, portò nella nostra presenza alla Festa, permettendo il rilancio organizzativo dello Stand, diventato via via più ricco di compagni e compagne provenienti anche da altre parti d’Italia.

Luca, Francesco, Paola, Chiara, Loretta, Alessandro, Roberta, Michele, Piero, Barbara, Codri e Marco, quest’ultimo temerario corridore nella 10 km organizzata dalla Federazione Portoghese di Atletica durante la Festa, hanno tenuto alto il nome e il prestigio del Partito Comunista Italiano.

Per quanto riguarda le relazioni bilaterali tra i nostri due partiti (PCI-PCP) la Festa è stata anche occasione di un approfondito incontro bilaterale, per il sottoscritto il terzo continuativo, dove viene ribadita la sintonia tra i nostri due partiti, in maniera costruttiva e sempre con una prospettiva di visione e sovranità popolare per la classe lavoratrice dei propri paesi e dell’Europa.

Una festa di popolo, quella dell’Avante, che dimostra come anche in periodi politici di regressione come quello che stiamo vivendo in Europa oggi, un evento consolidato e organizzato sia una fonte di resistenza politica, organizzativa ed economica per un partito politico. La capacità di essere entrati nell’essenza e nella tradizione dello stato portoghese, come punto di riferimento anche culturale, con artisti di calibro nazionale e internazionale (con particolare riguardo all’area globale linguistica lusitana, dal Brasile al Mozambico all’Angola) permette al partito di godere di una voce importante e invariata nel panorama politico del Portogallo.

Anche il saluto del Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Diaz Canel, che ha descritto le note gravi difficoltà attuali del suo Paese, è stato un segno tangibile della solidarietà internazionalista che contraddistingue la festa.

Nel comizio finale della Festa do Avante domenica 6 settembre, il Segretario Generale del PCP Paulo Raimundo e la Segretaria della giovanile comunista JCP Inês Castro hanno insistito sui temi del lavoro, dei giovani, e della guerra, che anche in Portogallo fa sentire i suoi pesanti effetti economici (con il carburante che costa più che in Italia).

Nell’incontro bilaterale PCI-PCP vi è stato un franco scambio di valutazioni in merito alla situazione politica dell’Italia e del Portogallo, e una sintonia sulle modalità di lavoro che i comunisti devono seguire per mantenere la loro presenza politica nella società.

A livello elettorale anche le ultime elezioni legislative portoghesi non sono state semplici per i comunisti: la Coalizione Democratica Unitaria (la formazione dove storicamente si presenta il Partito Comunista Portoghese) ha ottenuto il 3%, ma con l’elemento importante di aver mantenuto un minimo di rappresentanza parlamentare. Di fatto, l’esplosione dell’estrema destra di Chega (23,8%) è uno dei segni di come i messaggi post politici di disimpegno, e spesso reazionari, siano purtroppo trasversali nel continente.

Dopo tale risultato legislativo, che ha visto l’Alleanza Democratica (centrodestra) e Iniziativa Liberale (centrodestra) formare un nuovo governo, con come principale forza di opposizione un fortemente ridimensionato Partito Socialista inseguito dalla destra di Chega, il Partito Comunista Portoghese si è concentrato sulle mobilitazioni di opposizione ai provvedimenti liberisti del governo di centrodestra, a partire dagli scioperi contro il “Paquete Laboral” (Pacchetto Lavoro), ottenendo la direzione di molte mobilitazioni di protesta all’interno della confederazione sindacale CGTP-IN. L’opposizione ai licenziamenti senza tutela previsti in questo pacchetto di leggi, l’indebolimento della contrattazione collettiva, sono stati un pericolo contro il quale il PCP, attraverso il continuo rapporto coi lavoratori e le lavoratrici, ha risalito e sta risalendo la china, indicando la strada da percorrere per essere a fianco del popolo portoghese.

In sostanza, la Festa do Avante rimane un grande appuntamento e una grande esperienza umana che ha permesso in questi anni difficili ai comunisti europei e internazionali di mantenere contatti, scambi, coordinamento, e rimane un bastione organizzativo per il Partito Comunista Portoghese, che deve affrontare, come del resto noi in Italia e altre forze politiche in Europa, una fase di anti-politica e di reazione di massa che, nonostante la crisi economica e le guerre, tende a individuare in singoli capri espiatori (“la casta”, i migranti, la corruzione sui generis) i responsabili diretti quando in realtà tali aspetti sono solo una conseguenza, o tutt’al più una minima concausa, del fenomeno strutturale della crisi del capitalismo europeo.

Luca A. Rodilosso – Responsabile Europa PCI

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