Arroganza e paura senza limiti

È quella che dimostrano Meloni e i partiti che la sorreggono e vogliono cambiare la legge elettorale col cosiddetto Melonellum.

Arroganzadi un potere che al fine di mantenersi non esita a voler cambiare in corsa le regole del gioco, violando e oltraggiando la Costituzione.

Pauraperché dopo il fallito attacco all’indipendenza della Magistratura respinto dal popolo italiano, la Signora Meloni teme e temono i suoi sostenitori di essere battuti e dover lasciare le poltrone.

Così da mesi, mentre spingono l’Italia in guerra, chiudono le fabbriche, aumenta il costo della vita, passano il tempo a discutere di una nuova legge elettorale che li favorisca, diversa da quella con cui hanno vinto l’altra volta. Esaminano, fanno sondaggi, consultano esperti, elaborano misure con cui danneggiare gli avversari e vincere ugualmente.

 “Da che mondo è mondo, da Pericle in poi, la democrazia è una testa/un voto; consegna al popolo (demos) il kratos (potere). In questo si distingue dall’aristocrazia e dall’oligarchia”, sosteneva qualche giorno fa perfino un giornale di regime come “Il Corriere della Sera”. È quello che dice la Costituzione: il voto uguale. Quello che invece Meloni e i suoi devoti, come altri, non vogliono rispettare.

Ecco dunque l’aumento spropositato del “premio di maggioranza” per il raggruppamento con più voti (anche se corrispondenti a una minoranza degli aventi diritto); ecco lo sbarramento per coloro che non raggiungono una certa soglia discrezionalmente fissata; ed ecco ancora un aumento spropositato delle firme necessarie, seimila per collegio, per le forze che non sono attualmente in Parlamento e non fanno parte dell’Oligarchia.

È un nuovo attacco alla costituzione e alla democrazia
No a elezioni con regole truccate

Partito Comunista Italiano

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