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A Bologna rinasce il Partito comunista italiano

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Da repubblica.it

Da oggi a domenica il congresso per ricreare il partito: 571 delegati da tutta Italia e liturgie fedeli alla tradizione

BOLOGNA – A pochi chilometri e a 26 anni di distanza dalla “Svolta” che avviò il cambiamento del Partito comunista italiano partendo proprio dal nome, da quello stesso nome riparte la storia del Pci. Si è aperta oggi e si concluderà domenica al Circolo Arci San Lazzaro la Costituente comunista con l’obiettivo, appunto, di ricreare il partito della falce e martello puntando a fare, del nuovo partito, un approdo per tutti i comunisti italiani.

Piccole le modifiche allo storico logo disegnato da Renato Guttuso (asta scura e non bianca di bandiera rossa e tricolore sovrapposte; niente punti tra le lettere) e liturgia fedele al tradizionale congresso con delegati (571 provenienti da tutta Italia), relazioni introduttive, delegazioni internazionali e assemblee. Nella nuova formazione confluirà il Partito comunista d’Italia (già Pdci), parte di Rifondazione e anche persone al di fuori da queste esperienze. L’assemblea bolognese è il culmine di un processo di un anno e mezzo con oltre 150 iniziative territoriali.

Come ha ricordato Mauro Alboresi – che di questo nuovo Pci sarà il segretario, anche se lui, formalista, non lo esplicita spiegando come “il segretario c’è nella misura in cui il comitato centrale, che deve essere eletto, lo indica” – l’assemblea di oggi è il frutto di “un appello sottoscritto da oltre mille figure a vario titolo espressione della società italiana che ha portato alla creazione dell’associazione per la ricostruzione del Pci. Da lì, dopo un anno e mezzo e oltre 150 iniziative territoriali, è partito il percorso costituente che dopo il livello provinciale e regionale è arrivato qui”. “Con la scelta di ricreare il Pci – ha concluso Alboresi – abbiamo inteso colmare un vuoto di rappresentanza per il mondo del lavoro e un’alternativa alle politiche di una cultura liberista imperante a cui si ispira la troika e il governo Renzi che altro non fa che dare continuità a questa politica e, per certi versi, spingersi ancora oltre”.

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