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Air Italy: Il governo ha liberato le imprese e lasciato licenziare i lavoratori

di Dipartimento Lavoro PCI Federazione di Varese

Fonte immagine: Uiltrasporti

Il rifiuto dell’azienda di richiedere il proseguo degli ammortizzatori sociali oltre il 31 dicembre, lasciando così senza reddito 1300 lavoratori tra Olbia e Malpensa (800), è qualcosa a dir poco vergognoso. Chi conta per questo governo sono solo le imprese e non i lavoratori.

A fine giugno era stata firmata una scellerata “presa d’atto” tra governo e parti sociali con lo sblocco dei licenziamenti che è stata di fatto una liberatoria e un favore alle imprese che, com’era prevedibile, ben si guardano di seguire le “raccomandazioni” sotto scritte. Da subito sono, infatti, iniziati i licenziamenti individuali e collettivi. GKN di Campi Bisenzio e Gianetti Ruote licenziati per mail, per arrivare alla Whirpool e tante altre nel proseguo, Carrefour… ora Air Italy.

Siamo esterrefatti – dichiarano Filt, Fit, Uiltrasporti e Ugl T.A. – dalla completa inerzia del governo e delle istituzioni davanti a questa drammatica situazione. Per altre aziende di altri settori si sono cercate soluzioni che hanno evitato il dramma. Per il trasporto aereo, invece, si registra una grave assenza del governo che sconcerta e che ci induce a programmare azioni di lotta che coinvolgano tutto il settore.

Nei giorni scorsi i sindacati avevano definito oltraggioso che i dirigenti di Air Italy non si siano presentati all’incontro del 29 dicembre, convocato dal ministero del Lavoro alla presenza dei ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico e delle Regioni Sardegna e Lombardia. Quello di Air Italy non è il primo drammatico segnale della crisi che sta travolgendo il settore del trasporto aereo, in ginocchio a causa della pandemia. Sono due anni che ci mobilitiamo con manifestazioni, presidi e scioperi – hanno ricordato le federazioni di Cgil, Cisl, Uil e Ugl – per rivendicare interventi volti ad arginare la crisi di tutte le aziende del settore ma la politica ha fatto troppo poco.

La Filt CGIL Nazionale denuncia tramite una dichiarazione del segretario nazionale Fabrizio Cuscito: La politica parlasse di meno ed agisse di più, ad un giorno dall’invio delle lettere di licenziamento è imbarazzante il rimpallo di responsabilità fra i vari dicasteri e istituzioni regionali che rende ancor più drammatica la situazione … la verità è che nessuno finora ha mosso un dito, in particolar modo in più di un anno non abbiamo ricevuto nessuna convocazione dal Ministero dello sviluppo economico e da quello delle infrastrutture e della mobilità sostenibili che dovrebbero essere i primi interessati alla vicenda. E ancora: È inaccettabile come aziende private straniere prima utilizzino le risorse pubbliche e poi scappino via lasciando macerie industriali e lavoratori licenziati nel silenzio assordante del Parlamento e del Governo. Si può ancora evitare una vera e propria tragedia sociale. Il Governo blocchi l’invio delle lettere di licenziamento, chiami l’azienda ad un tavolo di confronto e si lavori per la cassa integrazione per i lavoratori per scongiurare tutti questi licenziamenti.

A nulla è valsa la richiesta, da parte sindacale, di un intervento decisivo per risolvere la situazione con una norma in deroga alla Legge di Bilancio, che estendeva la cassa integrazione a tutti i 1400 lavoratori e lavoratrici di Air Italy anche per il prossimo anno, a prescindere dalle decisioni prese dall’azienda.

Le organizzazioni sindacali si ripromettono di indire azioni di lotta che coinvolgano tutto il settore.

La lotta paga, la concertazione no…

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