Partito Comunista Italiano

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Bologna: comunisti saranno presenti alle manifestazioni contro il G7 dell’ambiente.

di Lorenzo Battisti, PCI Bologna

Viene da chiedersi chi sono quelli che si riuniscono a Bologna. Non sono certo i ministri delle 7 più grandi potenze economiche, perché ormai diversi di loro sono stati gettati oltre il decimo posto dall’ascesa degli stati che una volta erano loro sottomessi (i Brics). L’unica altra spiegazione è che sia il gruppo dei sette paesi sfruttatori del mondo e che si incontrano per meglio organizzare questo sfruttamento. ora che il loro dominio viene sempre più messo in discussione.

Ma si tratta anche dei sette paesi che maggiormente inquinano e sfruttano le risorse ambientali, che promuovono un consumismo utile solo ai profitti delle grandi multinazionali, incuranti della sorte di chi le produce veramente la ricchezza (i lavoratori) e delle loro condizioni di vita.

Il G7 dell’ambiente è quindi il gruppo che si riunisce per meglio organizzare questo sfruttamento. Per questo dalle discussioni vengono esclusi quanti propongono una prospettiva diversa, sia essa la Russia (diventata da 15 anni la nemica dell’occidente) o la Cina (che è oggi il paese che più investe al mondo in tecnologie verdi e pianifica la riduzione dell’investimento). Il G7 dell’Ambiente è quindi una specie di commissione anti mafia composta da capi di clan mafiosi.

Per questo i comunisti saranno in piazza domenica per protestare contro questi: contro la loro arroganza di decidere al posto nostro; contro il loro sfruttamento pianificato di lavoratori e dell’ambiente; in sostegno di un’alternativa socialista che metterebbe fine al consumismo e metterebbe nelle mani degli sfruttati le decisioni sulle loro vite.

Parteciperemo anche ai dibattiti organizzati dal contro Forum, perché riteniamo che sia doveroso evitare alcuni errori che furono commessi in passato, durante il movimento di Genova. Pensiamo che vada evitata l’idea, molto pubblicizzata da giornali democratici, che sia possibile un capitalismo verde (anzi, green, come dicono i servi stupidi dell’imperialismo anglosassone); un capitalismo che in sostanza faccia profitti sulle tecnologie ambientali. Ciò non è possibile: è la nuova trovata propagandistica per cercare di impedire che un vero cambiamento possa avvenire. Ma dobbiamo anche evitare l’idea, tanto diffusa ai tempi di Genova, di un rifiuto dei partiti, nella convinzione che bastino manifestazioni numerose a modificare i piani dei G7: non è così, non è stato così. O si porta la sfida sul piano politico, sul piano in cui operano i membri del G7, oppure nessun cambiamento sarà possibile.

Invitiamo quindi tutti i giovani e i lavoratori a partecipare alle iniziative e alla manifestazione contro il G7.

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