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I curdi di Siria si schierano perfino con il regime saudita

Riprendiamo dall’Antidiplomatico questo contributo di di Omar Minniti * Gruppo di lavoro PCI Budapest; collaboratore dipartimento Esteri PCI

 

Mentre Erdogan invia le truppe nel Qatar, le YPG intensificano i rapporti con il regime di Riad, che ricambia con una campagna sui social media. 

Amicus meus, inimicus inimici mei. Il nemico del mio nemico è mio amico. Dando ennesima dimostrazione di un utilitarismo cinico e spregiudicato, le milizie curde di Siria non esitano un attimo ad incunearsi nello scontro in seno al “fronte sunnita”, che vede contrapposti Arabia Saudita e Qatar con rispettivi alleati al seguito.

Se Erdogan prende posizione a favore del regime di Doha, restando fedele agli storici legami sotto l’ombrello della Fratellanza Musulmana, le YPG intensificano i rapporti con Riad. Le truppe del “sultano” entrano in Qatar, per fungere da deterrente in caso di attacco degli ex alleati del Golfo. E, proprio in quel momento, i rappresentanti delle milizie della Rojava volano a Washington a concordare con i sauditi i termini della presa di Raqqa, capitale del califfato dell’Isis.

Ilham Ahmed, co-presidente del Consiglio Democratico Siriano, braccio politico delle Forze Democratiche Siriane di cui fanno parte i battaglioni curdi, ha coordinato la delegazione negli Usa ed ha espresso una forte apertura verso i regnanti wahabiti. “L’Arabia Saudita è una potenza importante nella regione e deve esercitare il suo ruolo nel promuovere la stabilità in Siria. Siamo pronti a collaborare con l’Arabia”, ha dichiarato.

Riad non si è fatta certo pregare ed ha risposto con una massiccia campagna sui social media a favore dell’indipendenza curda. E’ stato lanciato l’hashtag #SaudiWithKurdistan. Del resto, a sostegno della creazione di un’entità curda autonoma nei territori di Siria ed Iraq, si era espresso a favore lo stesso sovrano Salman, i cui emissari hanno già incontrato più volte esponenti curdi.

Qualcosa lascia intendere che la luna di miele tra sauditi e YPG abbia influito in qualche modo sulle operazioni in corso a Raqqa. Dove i curdi ed i loro alleati stanno avanzando ma senza infliggere gravi perdite all’Isis. Il generale Sergei Surovikino, comandante delle forze russe in Siria, ha denunciato: “Invece di eliminare i terroristi, responsabili della morte di centinaia di migliaia di civili siriani, la coalizione diretta dagli Stati Uniti e le Forze Democratiche Siriane hanno trovato un’intesa con i capi di Daesh –

ha aggiunto l’alto ufficiale –  che lasciano senza combattere le postazioni che avevano occupato per andare nelle province dove operano le truppe del governo siriano”. 

Qualcuno ha fatto da tramite in queste trattative con i tagliagole? C’è lo zampino di Riad?

Le milizie curde di Siria, che continuano ad essere considerate fashion da gran parte della sinistra occidentale, non sono nuove a spericolate alleanze internazionali. Nonostante le YPG siano una filiazione del PKK di matrice marxista, negli ultimi anni sono diventate l’interlocutore privilegiato degli Usa, operando di fatto come la fanteria di quest’ultimi. Almeno tre basi militari di Washington sono state realizzate illegalmente sul suolo siriano, proprio nelle aree controllate dai curdi. Inoltre, Israele è tra i fan più accaniti del “confederalismo democratico e socialista” propugnato dalle YPG. Solidale con il separatismo curdo, mentre reprime nel sangue ogni aspirazione di sovranità dei palestinesi.

Adesso la causa del Kurdistan diventa popolare anche presso la corte fondamentalista di Riad, in barba al tanto decantato femminismo militante delle guerrigliere della Rojava. E’ la logica del nemico del mio nemico, con i curdi individuati come strumento utile a frammentare la Siria e l’Iraq su basi etniche e confessionali e lanciare un monito alla stessa Turchia.

 Fonti:

http://www.awdnews.com/top-news/saudi-arabia-supports-iraqi-kurdistan-independence
http://www.kurdistan24.net/en/news/b341be09-9be6-4707-bdfb-dc4d7fd68ed4
http://aranews.net/2017/06/after-turkeys-decision-to-deploy-troops-in-qatar-syrian-kurds-express-willingness-to-cooperate-with-saudi-arabia/
https://ruskarec.ru/news/2017/06/09/komandant-ruskih-snaga-u-siriji-optuzhio-koaliciju-sad-za-dogovor-sa-id_780047

Un commento su “I curdi di Siria si schierano perfino con il regime saudita

  1. Si chiama strategia e serve alla sopravvivenza. Per capire come vadano le cose è necessario un minimo di cognizione su quali siano le cause e quali siano gli effetti di cosa.
    Io direi che una ricostruzione (abbozzata) possa essere questa:
    1) isis e usa e francia e gb e turchi e sauditi e quatar Vs usa e curdi e russi.
    Gli usa tengono il piede in due staffe ma solo per far scena. Tuttavia mentre aiutano l’isis si fanno benvolere anche da alcuni curdi. Di fatto in 1 anno di intervento esclusivo a targa usa l’isis non fa che avanzare. Poi interviene la russia e la musica cambia rapidamente.
    Turchia e sauditi stanno insieme ma francamente non si possono vedere: i turchi sono pro palestinesi, i sauditi Anti palestinesi e pro Israele. Questo fa una gran differenza. Comunque trovano il modo di condividere lo schieramento.
    2) il quatar esce dell’alleanza a causa dello Yemen, mettendosi contro l’arabia e cambiando completamente (in senso ideologico e propagandistico: al jazeera è del sultano del quatar!) fronte. Entra prepotentemente Israele, che già c’era e già bombardava postazioni siriane e russe favorendo l’isis.
    3) l’isis finisce di essere uno spauracchio Grazie alla Russia
    4) la russia diventa neutrale per giochi di potere (gasdotto) con la Turchia. I curdi perdono un alleato fondamentale e la Turchia è di nuovo libera di aggredirli frontalmente utilizzando spudoratamente la fanteria dei rimasugli isis. E lo fa senza ritegno fottendosene dei siriani che in teoria sarebbero l’obiettivo principale della sua cosiddetta coalizione, dove tutti, usa in testa, fanno quello che gli pare. I siriani, nel frattempo, che le hanno anche prese da tutte le parti, ringraziano la tregua datagli dai turchi e usa i curdi come stato cuscinetto. Ha altri problemi più grandi a 2 passi da damasco e dei curdi francamente Je frega poco…Come di perdere il territorio dove stanno i curdi, tanto lo tenevano già prima con lo sputo, e poi ci sono dinamiche internazionali più grandi di loro e priorità. E la prima è sopravvivere in quanto stato. E poi pazienza: i curdi alla fine se spariscono è anche meglio. Quindi “la Turchia entra in territorio siriano? Evvabbeh! Non sono i primi. Basta che non ce menano a noi.” E così è per ora.
    5) i curdi si trovano senza alleati veri e devono cercare di sopravvivere. Tutti stanno a guardare come combattono con l’isis e la turchia da soli, mentre la Siria fa la stessa cosa ma da tutt’altra parte. Intanto l’isis ha ancora alle spalle tutti quelli che aveva prima eccetto il quatar. Ha perso terreno ma non è sconfitto. Fatto sta che i suoi alleati non sono solo la Turchia e i curdi fiutato evidentemente una speranza per sopravvivere: togliere ai turchi la fanteria dell’isis facendo accordi con usa e sauditi che così potranno spostare le loro forze concentrandole contro la Siria, loro obiettivo principale.

    Credo sia una ricostruzione più o meno plausibile.
    Certo è che addossare la colpa di ogni cosa ai curdi è proprio da mistificatori. Anche i partigiani erano alleati degli usa e della gb. Se lo sono scordato questi signori?

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