Partito Comunista Italiano

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ELEZIONI IN RUSSIA : UNA PRIMA ANALISI PIU’ APPROFONDITA

di Luigi Marino, collaboratore dipartimento esteri PCI

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Il rinnovo della Duma è avvenuto attraverso un sistema elettorale misto: metà dei 450 deputati eletti con criterio proporzionale, l’altra metà nei collegi uninominali. Ma non è la sola novità di questa consultazione. La rappresentante del movimento per i diritti civili Ella Pamfilova, persona molto stimata, è stata chiamata a presiedere la commissione elettorale centrale, il che significa che si sono volute evitare polemiche sulla correttezza o meno delle procedure elettorali e per quanto possibile contestazioni dei risultati della competizione. Presenti anche 300 osservatori dell’OSCE.

Su “Russia 24”, l’equivalente di RAI NEWS, e sulle altre reti della TV russa è stato possibile nel corso di tutta la campagna elettorale seguire i dibattiti, le interviste, gli interventi e gli slogan non solo dei leader dei partiti rappresentati nella Duma, ma anche degli altri dieci partiti presenti con i propri simboli sulla scheda elettorale. In una Repubblica Presidenziale tuttavia è inevitabile l’apporto che il Presidente può dare al suo partito di riferimento. “Russia Unita” ha usato in tutta la campagna elettorale lo slogan: “vota per il partito del Presidente”! Il Presidente Putin nel suo appello per televisione ha invitato a votare semplicemente per la …. “Russia”!

La Commissione ha svolto i suoi compiti durante tutte le fasi delle votazioni e degli scrutini con collegamenti continui, trasmessi per televisione, con le Commissioni elettorali locali. Si sono svolte infatti anche elezioni amministrative parziali per il rinnovo di 40 consigli regionali e di circa 5000 enti comunali.

Le elezioni per la Duma si sono tenute anche in Crimea con grande disappunto di chi non vuole prendere atto che la quasi totalità della popolazione ha votato nel referendum per l’aggregazione alla Federazione Russa. Solo il 47,81 % si è recato alle urne.

” Russia Unita” con il 54,17 % dei voti ha ottenuto la maggioranza dei seggi, ben 343.

Il Partito Comunista di Zjuganov con il 13,42 % ha ottenuto 42 seggi,i Liberal-democratici con una percentuale quasi identica del 13,25 %   hanno conquistato 39 seggi,il Partito di Mironov “ Russia Giusta” con il 6,18 % 23 seggi.

Tutti gli altri partiti:”Patrioti di Russia”,”Patria”,Partito della Crescita,Verdi,Partito dei pensionati,Jabloko,”Forza civile “, “ Comunisti di Russia”,”Parnas”(Partito della libertà del popolo di Nemcov ),”Forza borghese”, non hanno superato la soglia del 5% e non entreranno nella Duma. Lo stesso “Jabloko” ha ottenuto poco più dell’1%. Parnas ancora meno. Chi tifa sulla stampa occidentale per Jabloko e per altre formazioni liberiste e filo-occidentali non tiene conto del fatto che la popolazione ex-sovietica ricorda tuttora le nefaste decisioni in termini di selvaggia privatizzazione delle imprese statali e del Welfare , che l’hanno impoverita.

I “ Comunisti di Russia” di MaksimSurajkin con il 2,5% ,i “Patrioti di Russia” di GhennadijSemighin con circa l’1 %, entrambi partiti considerati come organizzazioni di sinistra con programmi quasi simili, insieme   al Partito dei pensionati, quest’ ultimo con un poco più dell’1 %,hanno sottratto voti al Partito Comunista di Zjuganov ritenuto un “partito borghese “,colpevole di condurre una politica” contro gli interessi della popolazione”. E’ purtroppo un tristemente   déja vu in molte altre realtà.

Il KPRF risulta penalizzato anche da questa frammentazione della sinistra,mentre il voto di protesta ,”contro tutti” ,si è indirizzato verso i liberali-democratici di Zirinovskij.

Il Partito Comunista ha sostenuto ,come del resto gli altri due partiti presenti nella Duma, le scelte di politica estera della Federazione Russa.

Persino Gorbacev si è dichiarato a favore della politica estera condotta , per non perdere definitivamente la faccia dopo i tragici errori compiuti!

Ma è proprio da parte del KPRF che sono state mosse forti e costanti critiche alle scelte governative, soprattutto per quella che è stata la conduzione della politica interna in termini di redistribuzione del reddito tra la popolazione lavoratrice, di equità fiscale, di lotta alla corruzione.

In tutti questi anni il KPRF si è battuto , in coerenza con il suo realistico programma, per il ripristino di un forte settore pubblico dell’economia ,del sistema di protezioni sociali esistenti in epoca sovietica e per un incisivo sostegno alle forme di cooperazione ancora sussistenti nelle campagne.

Il risultato non soddisfacente ottenuto richiederà al KPRF, alla luce dei voti ottenuti o persi nelle diverse zone del paese ove si sono svolte anche le amministrative parziali, di effettuare una lucida e puntuale analisi delle carenze politiche, dei difetti di comunicazione e di rappresentanza dei problemi e delle esigenze ,come sempre i partiti comunisti hanno compiuto dopo una battuta d’arresto.

“Russia Unita” ha quindi conquistato la maggioranza assoluta nella Duma, con il 54,17 % ma rispetto al 47,81 dei votanti! Lo stesso Presidente Putin sin dalle prime dichiarazioni dopo il voto si è espressamente riferito alle difficoltà incontrate dalla popolazione in questi anni di crisi economica, sottolineando :“ davanti a noi sfide importanti”.

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Questo risultato ha confermato quanto era stato già previsto prima delle elezioni. I corrispondenti da Mosca della nostra stampa si sono arrampicati sugli specchi per spiegare, senza andare alla ricerca degli errori di valutazione commessi dall’Occidente nei rapporti prima con l’URSS e poi con la Federazione Russa, come, malgrado la discesa del prezzo del petrolio, le conseguenze derivanti dalle sanzioni a seguito degli avvenimenti in Ucraina, la perdita di valore del rublo, tutto questo non abbia inciso negativamente sull’atteggiamento dell’elettore della Federazione Russa in termini di consenso nei confronti della politica del Governo ed in particolare dell’operato del Presidente Putin.

La Russia, come già prima l’URSS, è sotto attacco mediatico, costante e sistematico, in tutti i campi d’attività, sino addirittura allo sport con la sua esclusione dai giochi olimpici .Tranne qualche commentatore politico più attento in quanto più seriamente informato,si vorrebbe quasi negare alla F.R. di avere una politica estera e quindi la possibilità di conquistarsi spazi di manovra sentendosi di nuovo accerchiata da una NATO ormai estesasi sino ai suoi confini. Di qui “ i calcoli sbagliati ed i madornali errori strategici dell’Occidente”, come più volte ha osservato l’ex ambasciatore in Russia Sergio Romano, dall’Afghanistan in poi sino all’Irak, Libia, Siria e così via. Di qui la propaganda sull’aggressività della Russia per il suo “poderoso” riarmo,quando è ben noto che il rapporto con la potenza militare degli USA è di uno a otto e con quella della Nato ancora maggiore. Non farsi carico delle ragioni altrui non è mai un buon investimento in politica. Determina sempre,come insegna Newton, conseguenze inevitabili e reazioni uguali e contrarie.

Le sanzioni contro la F.R. si sono rivelate un vero e proprio boomerang per chi le ha supinamente adottate,ma non per gli USA,le cui esportazioni verso la Russia sono aumentate secondo i dati del Global TradeAtlas,mentre sono diminuite consistentemente quelle dei paesi europei.

Non sono mancate tuttavia,ancorché isolate, voci autorevoli volte a ristabilire rapporti più improntati al reciproco riconoscimento delle proprie ragioni come quella di Romano Prodi (Corsera 22 aprile 2016),che ha ribadito testualmente: “ C’è in gioco il problema dei rapporti di lungo periodo con Mosca,rapporti che sono indispensabili per il governo russo e per il futuro europeo”.E dopo Prodi anche l’ex ministro francese Bernard Kouchner è intervenuto riconoscendo il grande ruolo che la Russia ha giocato in Siria. In Italia anche Franco Cardini da tempo ha denunciato come” dalla Georgia all’Ucraina gli Usa e NATO non fanno che puntare sulla Russia nuove armi offensive” comprese le basi con testate nucleari ai confini della F.R. (Il Mattino del 9.6.2015),sottolineando come “ togliere alla Russia le sanzioni può avere una efficacia politica maggiore che mantenerle”.Ed invece appena pochi giorni fa le sanzioni sono state rinnovate da parte dei paesi europei all’unanimità! Si continua a definire Putin “ lo zar” , viene accusato di volere ricostituire l’impero russo attraverso uno espansionismo progressivo. Viene riportato, sottovalutandolo, anche l’incontro a Cuba (!) del Patriarca Kirill con Papa Francesco senza comprenderne il forte significato politico che questo incontro assume non solo tra le due chiese,ma in rapporto alla politica dello Stato russo stante la “sinfonia” della Chiesa Ortodossa con il potere statale. Tutto questo mentre, una volta fallito il discorso avviato a Pratica di mare nel 2002 per una organizzazione fattore di sicurezza collettiva “dall’Atlantico agli Urali”, la Nato con il suo allargamento a Est è diventata l’organizzazione della nuova guerra fredda.

Il reale ed ampio consenso di cui gode il Presidente Putin ,e quindi il suo partito, trova ragione nell’avere egli restituito in politica estera alla F.R. forza , prestigio e dignità internazionale. Tra le forze d’opposizione presenti nella Duma

non solo non vi è dissenso verso la politica estera condotta dal paese, ma sostanziale consenso sino ad assumere a volte, come nel caso del partito di Zirinovskij, la funzione di mosca cocchiera.

Questo è solo un aspetto del retroterra politico per comprendere il risultato, del resto previsto, delle elezioni del 2016 nella Federazione Russa.

 

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