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Genova e salute, questione pubblica.

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di PCI Genova

Il Partito Comunista Italiano chiede fermamente al Sindaco Bucci che vengano trovate soluzioni concrete atte alla salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini Genovesi.

La Pandemia sta travolgendo nuovamente il nostro Paese e la nostra città ed onde evitare quanto già visto nei mesi scorsi, in cui si sono create vere e proprie disparità tra chi poteva godere del beneficio del distanziamento sociale sui treni e chi no (vedi Intercity, Freccia e Regionali), chiediamo, quantomeno a livello locale, di non assistere più all’ipocrisia di pretendere dai cittadini il rispetto delle giuste regole di prevenzione al contagio, salvo poi vederli ammassati sugli autobus di linea.

La logica vorrebbe, in una fase simile, un aumento delle corse, così da mettere a disposizione dei cittadini più posti ed evitare assembramenti. Ma in un sistema rivolto unicamente al profitto questo implicherebbe una spesa maggiore, infatti, nella fase di maggior necessità (quando non si poteva uscire di casa ma bisognava recarsi al lavoro), abbiamo assistito a una diminuzione drastica delle corse, in una misura e modalità assolutamente ingiustificata.

Il Partito Comunista Italiano chiede dunque un intervento immediato che preveda un aumento delle corse degli autobus di linea principali e collinari e, contemporaneamente, l’introduzione della compravendita biglietti/verifica abbonamenti direttamente su ogni mezzo al momento della salita (sistema già in uso in diversi paesi), monitorando quindi la capienza dei veicoli. Questa proposta consentirebbe ai cittadini di viaggiare in sicurezza, oltre a salvaguardare il posto di lavoro di chi lavora nei trasporti.

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